Viaggiando al di là della notte
1995 – Franco D’Arco
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Sei giunta troppo presto stasera Guardando al di là della notte Il giorno si fa lungo
Il giorno si fa lungo ancora una volta, sempre. La notte è svanita, il mio sogno mi ha abbandonato. Quanta luce nella mia ombra, quanta pioggia nei miei pensieri. Il giorno si è disteso sulla mia vita, ha baciato i ricordi, ha tirato su mille emozioni e ora gioca la mia parte come vincente. Attendo la notte profonda, coltivo la nebbia attorno a me e viaggio in silenzio senza lasciare impronte. 11 6 1995 Guardami negli occhi
Guardami, guardami
negli occhi, non ti sto
ingannando, la terra è
scura per noi ma non farci
caso, la vita è
una mera possibilità e tu lo sai. Guardami, non sono il
giocoliere che pensi. Non ballo
sul filo prima di
cadere. Preferisco
il passo lungo della notte al sonno
breve del giorno. Non
inchiodarmi alle mie fantasie, tu sei la
mia fantasia e lo sai. Prendi ciò
che vuoi, la mia mano, la mia bocca e fanne un
falò, una spiaggia
nuda, un torrente
in piena, io non dirò
di no. Io correrò
sul tuo destriero, ma nessuna
parola, nessun
inganno. 12 6 1995 La mano batte
La mano
batte, è un ritmo
caldo senza
pensieri, nessuna
parola. La mano
batte, la musica
viene, è una
percussione dell’anima, l’ascolto e lontano
qualcosa accade, lo sento. Il ritmo
sale, cresce nel
grembo di una donna, la mia
donna. Non spezzare
il sogno, tutto è un
fluido, un fluido
che viene. I tuoi occhi
mi prendono, sono lacrime
sulle mie mani, afferrano il
mondo, la vita, dentro c’è
un sogno piccolo, il mio
cresce con la musica, tormenta le
notti e i giorni di tutte le
vite che ho
vissuto. 12 6 1995 Libero e dannato
Mi guardi, arrossisci
nel buio. Lo so che
stai piangendo in silenzio, non vuoi
dirlo, non sai
dirlo. È finita, lo
so, come tutte
le cose, come tutte
le storie. Mi guardi, piangi nel
buio. Il mio volto
stanco fissa
assente il muro di
fronte. Nessuna
preghiera nella notte. Quanto vorrei
saper pregare ora. Vedo i tuoi
occhi, riempirsi di
pianto. Troppo
presto si è spezzato il tempo, troppo
presto la vita ci ha
giocato. Il buio è
sceso tra noi, la notte non
è più l’amante
fedele. Il nostro
amore è diventato un falò che si
spegne lento come le
speranze. Non
piangere, io non sono
il tuo uomo, non puoi
tenermi legato al tuo dito, sono un
animale libero e dannato. Non
piangere, è solo una
storia, una brutta
storia. 14 6 1995 Due corpi, una fuga
La ragazza è
vicino al suo uomo, insieme
vanno nella notte oltre il
confine. Una nuvola
di fumo, nebbia
densa, polvere
sull’asfalto, una corsa
veloce, l’auto è una
freccia nel vento
della sera. Il corpo è
un’atmosfera potente, un’apertura
alata, un luccichio
cromato. Guardami,
non ti ho dimenticata, quell’uomo
sono io, abbiamo
ancora una manciata
di secondi, un’eternità,
credimi, il mondo è
nostro, basta
allungare la mano. L’auto
sfreccia sull’asfalto di luna, brucia la
strada furente, è un animale
braccato. Un grido, un sentiero e la corsa è
finita in un campo
di grano. La ragazza è
vicino al suo uomo, due corpi,
una fuga. 16 6 1995 Il tuo desiderio
assassino
Sei una
meteora nel cielo, un sole
rosso che arde la mia carne. Gridami
contro, io non ti
ascolterò. Sei un’ombra
che mi scivola dentro, il mio
pensiero oscuro ti cerca, prima o poi
ti braccherà nel buio. Io sono un
animale assetato di
sangue. Ti prenderò
nella notte più fonda e tu al
confine cadrai nel mio
gioco. Lo specchio
non ti servirà per
atterrare il mio occhio mastino. Tutto dovrà
accadere, il tuo
sguardo complice lo vuole. Hai giocato
bene la partita. Mi hai
ingannato fino alla fine e ora che
non posso scappare mi atterri
con la tua mossa vincente. Baciami nell’ombra, ho visto la luna luccicare nel buio, è un rasoio argentato, il tuo desiderio assassino. 14 6 1995 Sei giunta troppo
presto stasera
Sei giunta
troppo presto stasera, il sogno non
è ancora cominciato e tu sei già
alla fine. L’auto blu
corre nella notte, è una
sigaretta accesa, un filo di
nuvole nei miei
pensieri, uno sguardo
assassino sul mondo, il nostro
mondo, non farti
catturare dal suo
fascino zebrato, è un trucco
per allontanarti da me. Sei giunta
troppo presto stasera, la strada
che mi aspetta è lunga, l’ho scovata
nel fondo dei tuoi occhi. Non dire
nulla. L’auto blu
vola nella notte, il suo
fascino zebrato ha un’altra
corsa. 15 6 1995 Occhi di bambina
L’assassino
entra nella
stanza, la lama
luccica nel buio, è un
desiderio felino. Omicidio è
il suo volto. Il tuo nome
mi cerca ai confini
della notte, brandisce
una lama di luna. Non mi piace
questo sogno. L’assassino
ha un volto conosciuto, il mio. Lo vedo
avanzare nel cerchio
di luce, pronto a
colpire. La donna è
di spalle, ha i capelli
sciolti. Il sangue
cola sul
pavimento lustrato dal neon. Quanta
tristezza in quegli occhi di bambina. È un incubo
questo sogno. Il mio
animale assassino mi uccide di
notte nel sogno
più bello. Bambina ti
ho amata e ti ho
perduta. 15 6 1995 Guardando al di là
della notte
Guardando al di là della
notte strani
fantasmi appaiono nel raggio
dei tuoi occhi. Il cielo è
maturo per un’altra
scommessa. Non dirmi di
no, non
affondare il mio ricordo, è una
fragile zattera alla deriva nel tuo mare
tempestoso. Guardando al di là
della notte, la luna non
guida più i miei
pensieri. I tuoi passi
si inoltrano nella via, lontano
sempre più lontano. L’arpa
birmana ha ripreso a suonare la sua
melodia triste. Il caldo
ossessivo della stanza è una musica
rock dura da
mandare giù. La giungla si
apre sui miei occhi, un antico
tempio riemerge dalla notte, la pioggia
vi batte incessante, una melma di
fiume è il suo
unico accesso. Sono
ricoperto di fango dalla testa
ai piedi. Mille corpi nudi si braccano, sono furie selvagge, brandiscono asce, sventrano la foresta, un unico dramma, orrore è il suo nome. Il sogno di questa notte non è ancora finito, c’è una
camera oscura da
attraversare, un uomo di
spalle da
abbattere, il suo dorso
nudo sudato è una lama
lucente, nella notte
dura. Il terrore ha
sempre un volto
umano, una giungla
per compagna, un misfatto
da portare. Te ne sei
andata con la
grazia nel cuore, il pugno
stretto sulle tue cose ma ora non
hai più difese nella notte, il neon ti
acceca nell’ombra, l e mani della
città sono su di
te, la giungla
ha ripreso possesso del suo
ultimo spazio strappato
alla pioggia. 16 6 1995 L’ultimo avamposto
Un tempo guardavo i
gabbiani volare bassi
sull’orizzonte di mare, riempirsi di
vento le ali e poi salire
alti nel cielo, calare
sull’acqua e sparire in
un attimo. Libero mi
sentivo, padrone di
mondi e di epoche
intere. Una gioia
indistinta mi riempiva
la carne. Sentivo
palpitare il sangue, come un
padrone selvaggio. La città è
calata sulle dune
di sabbia, ha nascosto
lo sguardo alla vista. Quanti muri, quante
finestre per i miei
occhi. Una musica
arcana come il mondo, racchiusa in
uno spicchio di cielo. La vita è un
confine lungo e
diritto. L’ultimo
avamposto e sempre il
luogo migliore. 24 6 1995 Nelle notti di luna
Non lontano
da qui passa il
treno nella sua
corsa notturna, scende la
china del mondo, attraversa
la valle fino alle
sorgenti della luna. Lo vedo
calare lucente, nella sua
corazza d’acciaio incontro
alla vita. Non lontano da qui c’è qualcuno che salta su quel
sogno nelle notti
di luna. 26 6 1995 Sorgi improvviso
Sorgi
improvviso, mordi l’ala
del vento, come un
evaso. Il tuo volto è una
fortezza nascosta, un bastione
di ferro brunito alla luce
delle stelle. Con calma
scruti il cielo, osservi le
lune tramontare al di là del
confine. L’orizzonte è un porto
di mare, battuto dal
vento dell’Atlantico. Sfilano le
vele, gli oceani,
le catene, che cingono
il mondo ma tu,
stretto nel bavero, lasci
scorrere il tempo. 27 6 1995 |
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