Tutti i paradossi della riforma del lavoro

Tutti i paradossi della riforma del lavoro

Più tutele, meno ingiustizie, ma nessun rilancio dell’occupazione. Sono questi, fondamentalmente, i motivi per cui il Jobs Act, la massiccia riforma del governo Renzi in materia di lavoro, non viene percepita in maniera tanto positiva.

Il problema, infatti, non era tanto la situazione di chi già aveva un impiego quanto quella di chi è in cerca di un impiego e si scontra, quotidianamente, con progetti come Garanzia Giovani, o la ricollocazione over 30, strumenti utilizzati dai datori per acquisire forza lavoro senza assumere nessuno.

Moltissimi i laureati, altamente qualificati che, alla loro prima esperienza di lavoro, si sentono proporre simili forme contrattuali in virtù del fatto che il candidato non ha mai lavorato ed è stato talmente bravo che si è laureato, ha fatto uno stage ed ha acquisito l’abilitazione entro i 30 anni.

A pochi, per esempio, è stata proposta una delle grandi novità della riforma, il contratto a tutele crescenti, ovvero la possibilità data sulla carta a tutti i nuovi dipendenti di un’azienda di essere assunti  con un contratto a tempo indeterminato  le cui tutele crescono con l’anzianità di servizio. L’abolizione del contratto a progetto è stata infatti sostituita da altre forme ancora meno positive per il lavoratore con quella del voucher o, appunto, di garanzia giovani.

Anche la seconda grande modifica, l’articolo 18, riguarda più i licenziamenti che le assunzioni. Le modifiche infatti consentono di reintegrare i lavoratori licenziati per motivi discriminatori. Per i licenziamenti economici, ovvero la maggioranza, resta invece solo l’indennizzo.

Anche le mansioni flessibili potrebbero rivelarsi un’arma a doppio taglio per molti lavoratori che si ritroverebbero a fare tutt’altro rispetto a ciò per cui erano stati assunti. Non sembra aver sortito gli effetti sperati neppure la riforma delle agenzie per l’occupazione in quanto, nonostante gli sforzi per conciliare domanda e offerta, sono pochissimi coloro che trovano lavoro tramite questi punti, se non con contratti svantaggiosi come appunto garanzia giovani o la ricollocazione per i disoccupati.

Ancora lontanissimo dunque il traguardo di un’agenzia per l’occupazione costruita sulla falsa riga di quella tedesca. Unica nota positiva a detta di tutto l’universo dei lavoratori, la tutela della maternità, estesa anche alle lavoratrici prive di contratto a tempo indeterminato. Un risultato possibile grazie a contratti di solidarietà “attivi” che dovrebbero permettere a tutti di conciliare meglio i tempi di lavoro e di vita.

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