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La Morte La Fanciulla La Morte La Fanciulla |
non
trattenerti ancora in questo mondo. Guarda,
tutto intorno non è che dolore e sofferenza. Perché
restare? Io
posso darti quel che nessun amante può mai offrirti. Ogni
bene, ogni cosa preziosa porto con me e se tu vuoi, d’ora
in poi saranno tuoi. Seguimi,
non indugiare, io
ti porterò oltre i campi e il mare nelle terre ammantate di fresco”. “No,
no, qui è la mia gioia, qui
è il mio incanto, qui
voglio danzare con le nuvole e i fiori di campo, qui
voglio attendere il mio amore. La
mia vita inizia solo ora e io voglio essere pronta. A
che giova la bellezza e la gioventù se poi non se ne godono i frutti?” “Perché vuoi indugiare nell’inganno? Non
vedi che sono ricchi solo di spine i
fiori che ti appresti a cogliere? Di
quanto sangue dovranno macchiarsi ancora le
tue giovani e belle mani? Perché
trattenersi e rinunciare all’oblio, che tutto spegne e porta via con sé. Vieni,
andremo al di là dell’alba e dei tramonti dove
nessuno mai potrà farti del male, dove
i tuoi occhi non si bagneranno più di tristezza”. “No, aspetta, non è ancora
il mio momento, lasciami solo un po’ di
tempo e poi sarò tua”. *** La Morte si avvicina,
è
un giovane dal volto triste e ombroso e le parla con dolcezza, come mai
nessun altro prima. Lui le sfiora i bei capelli, lei lo guarda negli occhi e
i due si scambiano parole d’amore. La fanciulla n’è rapita, incantata, e si lascia cullare
dolcemente tra le sue braccia. Mai donna ha ascoltato parole più care di
quelle e, struggente, gli si abbandona. La Morte ha vinto, è il suo trionfo, e
si accinge a portare con sé il bene prezioso. I suoi occhi neri scintillano nel buio, mai donna più bella
gli si è concessa, eppure nel giovane non c’è orgoglio, la guarda con
dolcezza, mentre danza con lei nella loro prima e ultima notte d’amore. La fanciulla canta per lui e gli volteggia intorno. È graziosa a vedersi, gli si avvicina, sorride e poi, vezzosa, s’allontana, ma con un bacio lanciato sulla punta delle dita, ritorna. È il momento di partire, di dare
l’addio al mondo. La fanciulla si volge indietro, si guarda intorno un’ultima
volta, sa che sta per rinunciare a tutto e indugia, ma l’amore è più forte e
vince ogni resistenza, ogni inquietudine, mentre tutto si va spegnendo in un
abbraccio dolce e assoluto. Il silenzio, ora avvolge i due giovani
amanti mentre svaniscono nella notte, illuminata da un ultimo raggio di
luna. Franco D'Arco
26
marzo 1999 Ispirato
al quartetto per archi
“La
morte e la fanciulla”, in
do min. op. postuma D 810, di
Franz Schubert |
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