La vita più strana
che io abbia mai conosciuto
 

 

 

 

 

 

 

 

 


     Era una sera chiara e luminosa, l’orizzonte sfilava senza ombre davanti ai suoi occhi e come in un film, rivedeva il proprio passato, i volti degli amici, i luoghi, un tempo cari e dimenticati, ma quella, non era più la sua vita, finalmente n’era fuori e respirava l’aria fresca della notte. Quante volte si era ritrovata per strada, cercando una via di fuga dal proprio sogno buio e ora che n’era uscita, era contenta, soddisfatta. La vita incominciava a girare anche per lei, non l’aveva dimenticata e, questo, le dava una gran forza, che prima non credeva di avere. 

     Gli amici l’aspettavano, non avrebbero mai cominciato la festa senza di lei, ciò la inorgogliva, le restituiva un senso d’importanza da tempo non più provato e poi, c’era lui, un tipo sveglio e allegro, che sapeva stare al gioco e a lei piaceva, nella sua prevedibilità senza complicazioni o sorprese.

     Sì, era proprio contenta e non avvertiva neppure il freddo della sera. Camminava lungo i viali alberati del centro, illuminati dalle vetrine dei negozi eleganti, quando ad un tratto, alle sue spalle, sentì una frenata brusca, un rumore di pneumatici e un’auto arrestarsi, si girò e vide venirle incontro qualcuno, dai tratti insolitamente familiari, ma non riusciva a ricordare dove l’avesse visto, lo guardò negli occhi e notò stupore e sorpresa.

“Nicole, ma sei proprio tu !  Strano modo di rivederci dopo tutto questo tempo. “

     Lei lo guardava con intensità, le ombre della sera gli nascondevano il volto, cercava di cogliere un particolare, che le permettesse di ricordare chi fosse, dove l’avesse conosciuto, ma niente, eppure qualcosa di sfuggente affiorava, era come una sensazione, un’emozione strana, una voce che veniva dal passato, mai dimenticata del tutto.

“Non ricordi ? “ Un tempo ci vedevamo spesso, poi non so cosa è successo, ci siamo persi di vista, si vede che hai cambiato vita e non frequenti più i giri di una volta.”

     Ora sì che ricordava: i tempi della scuola, le serate con gli amici, gli scherzi e le litigate mai serie, che si avevano allora e lui, quel ragazzo un po’ strano, che un tempo le piaceva avere accanto. 

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29 novembre 1998

Franco D’Arco

  

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