La vita e le opere
Poeta statunitense (1868 – 1950). Avviato dal padre alla carriera
forense, coltivò sempre l’amore per l’arte e la poesia. Divenne celebre per
l’Antologia di Spoon River, affresco di un’umanità quasi sempre sconfitta, ma
che almeno nella morte trova la forza per denunciare ingiustizie e ipocrisie.
Masters fu autore anche di Canti e satire(1916), del Libro del giorno del giudizio (1920) e del Nuovo Spoon River
(1924).
Antologia di Spoon River
La poesia è
tratta dalla famosa Antologia di Spoon River, pubblicata la prima volta nel
1915. In essa Lee Masters che ispirandosi
agli epigrammi sepolcrali greci ripropone, nelle voci dei morti destati per un
istante dal sonno nel cimitero "sulla collina" di Spoon River,
una cittadina del Midwest, un folgorante
ritratto della profonda provincia americana sospesa fra Otto e Novecento.
Nell’Antologia vi sono raccolte quasi 250 testi, in cui altrettanti
personaggi espongono in prima persona la propria iscrizione funebre. Ogni
poesia quindi presenta la visione della vita di ognuno, illuminata dalla
sincerità e dalla superiore comprensione che solo la morte può dare. “Ciascuno
di questi morti porta in sé una situazione, un ricordo, un paesaggio, una
parola che è cosa indicibilmente sua” (Cesare Pavese). Nell’insieme si viene a
formare l’affresco duro e commovente di un’umanità spesso sconfitta dalla vita,
ma che ha cercato pur sempre di trovare un significato alla propria esistenza.
La poesia
La poesia è il commento che George Gray fa sulla propria
vita, paragonata a una barca alla fonda e con le vele ammainate, il simbolo
della sua inguaribile indecisione. Ora che è morto e non può più rimediare, sa quanto sia essenziale
affrontare la vita con coraggio (l’amore, il dolore, il lavoro, l’ambizione) e
non avere paura delle delusioni, degli inganni e dei rischi che essa può
celare.
George Gray
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Poiché l’amore mi si offrì ed io fuggii
dalla sua
delusione;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi
paura;
l’ambizione mi chiamò, ma paventai i
rischi.
Eppure bramavo sempre di dare un senso alla
vita.
Ora so che bisogna alzare le vele
e farsi portare dai venti della sorte
dovunque spingano la nave.
Dare un senso alla vita può condurre a
follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio:
è una nave che desidera il mare
ardentemente ma lo teme.
Edgar Lee Masters