Spreco di vita
Nell’attesa riconciliazione
Tra questo istante
Ed il più prossimo futuro
Sparso su piani incostanti.
Io inseguo da spazi precisi
Una determinata dimensione
Mai fine a se stessa e costretta a
Degenerare verso l’interno
Di un ignoto sentimento
Tale da assicurare continuità
Al sottile schermo
Sul quale sbattiamo la testa.
***
Come dormire, è solo come dormire
Non ti chiederà nulla di più di quello che hai conosciuto.
Ritmicamente staccato dal resto sei ancora in grado di
separarti
O ricongiungerti se preferisci;
Non ho visto differenze chiudendo gli occhi
E non sempre sono stato in grado di vederle,
Ad occhi aperti, io so, che è come dormire
Mentre qualcuno parla
Trovi il tempo dell’ascolto per quello che è
Come ti ho sempre accompagnato
E sai che non scherzo quando mi muovo;
Cosa puoi trovare di più splendido
Non hai bisogno di affermare questa necessità
La necessità è inscindibile da te, a me così caro
Quanto estraneo.
***
A cosa può servire
aspettare chi non arriverà mai
volare tra due muri che
ci stringono in una morsa troppo forte
e rimanere fermi,
fluttuanti, senza impazzire
perché ora sono già
abbastanza pazzo per capire tutto.
sto correndo su un
infinito oceano di vetro abbracciando me stesso
affogandomi le unghie
nella carne, come facevo un tempo
la desolazione e l'attesa
sono la forma più pura di felicità
costruiamo grosse case
che qualcuno abbatterà con un soffio
lasciandoci scoperti
sotto un cielo che ride di noi, così grande..
le nuvole si stanno
abbassando per nasconderci…
a cosa può servire
aspettare chi non arriverà mai
è come volare tra due
muri, chiusi.
È una fuga a testa in giù
Questo vorticoso passaggio di immagini.
Trascorrono precise e cercate
Laceranti distorsioni
Di tempi andati a male nella più piatta banalità.
Ancora si ride, ancora si crede
Nell’utilità dell’azione
Mirate finalità obbiettive.
È tutto possibile
È tutto semplice,
È così che mi piace raggirarti
Se praticamente ancora giri.
Pensami vivo, immaginami alterato
E ti cadrò addosso, gentilmente riposato.
Strano spirito di latta
Non dici nulla, ciò che rappresenti è
Nulla.
***
Ho visto paesaggi scorrere immobili
Insensibili allo sguardo degli uomini;
Mille emozioni fuggitive
Nascoste dietro a mille ragioni inaccettabili,
Un pensiero, un respiro così profondo
Dal profondo di una sensibilità inumana
Scolpita nella chiara speranza
Di una realtà futura.
Ho visto mille case di mille uomini
Indaffarati e morti di sonno;
Quel dolce tepore che accomuna tutti per qualche ora
E che spesso non basta, un piacere che non basta
Ti permette di sentire il
passaggio, lentamente profondo
Di un breve attimo di lucidità
Che la tua pelle mi ha saputo regalare…
Mille volti, mille sguardi si susseguono,
Mi inseguono e senza scappare,
Arrivando ancora una volta a capire che
sarà l’attesa del giorno a rendere reale il trascorrere del
tempo.
Un pazzo mi fissa, deciso, ma passa inosservato
Attraverso quel confine che divide la forza di una luce
Dall’invidia di un’avara pretesa infranta sulla lucida fronte
di chi ancora stenta a capire.
Andrea
De Taddeo
***
Liberatemi
La poesia è ciò che c’è di mio nell’assurdo,
io sono il mio rifugio.
Concludiamo temporaneamente che nulla è vero più di
quello che si vuole.
La vita è una barzelletta, ridere e piangere e vivere è
morire.
Si trova più verità in un pensiero che nella matematica,
è l’assurdità degli animali umani spinti ad avere
rapporti ormai legati alla materia;
non le solite cose che si desiderano,
ma solo il carburante del corpo.
Non sono altro che un animale,
parlo in un linguaggio incomprensibile,
nessuno sa come sono
e nemmeno io so chi sono,
un mezzo o forse meno di quello che potrei essere.
Solo spreco tempo, liberatemi.
Andrea De Taddeo
***
Vi racconterò di mostri e di fate
Vi racconterò di mostri e fate
E di quello
E di quello che sono gli esseri umani.
L’infima domanda che li ha resi tali,
un miscuglio di carne, ossa e sangue,
ma qualcuno crede che ci sia qualcosa di più…
e il pensiero diventa reale,
lo si può sentire, vedere, temere…
è presente.
Vorrei essere quello che voglio,
ma un vincolo ci lega indistintamente
a qualsiasi cosa che esiste,
niente.
E niente è tutto ciò che hai amato
e niente è tutto ciò in cui hai creduto, sperato…
tutto si consuma, lacera l’idea,
penetra persistentemente
e non ha mai fine
perché non ha avuto un inizio.
Non sono mai nato,
non morirò mai
e forse è questo che mi lascia a mani vuote;
non è più il caso di fare niente,
qualcuno me l’ha suggerito,
ma come farò ad averti al mio fianco…
scappa con me, seguiremo l’onda,
non sono mai stato così triste,
perché niente è tutto ciò in cui ho creduto,
tutto quello che mi è rimasto dentro.
Andrea De Taddeo