Le Poesie di Selene Chinaglia, Marco Primi e Laura Mugnani *
Il silenzio
Lo conosco molto bene,
ne sento il suo respiro sulle spalle,
mi sta accompagnando per le vie della città.
La
mente vaga su ogni cosa, ma in verità, è ferma su un solo pensiero;
i
sentimenti e le insicurezze sono le uniche cose che puoi provare
e
le uniche che ti seguiranno nel viaggio.
Un
rumore di parole assordanti,
tutto
ti può ferire,
anche
un minimo gesto, uno sguardo o solamente un respiro.
Esco
per prendere un po’ d’aria,
in quel posto non riesco più a starci,
prima era quella l’aria, che respiravo,
ma ora mi sta solo soffocando.
L’aria
fuori è gelida,
riesco
a mala a pena a muovere le mani,
ecco
il silenzio,
parole
inutili scritte su un foglio bianco e,
poi
chiuse in un cassetto
per
prenderle quando la solitudine ti uccide.
Il
silenzio che mi assale nei giorni bui,
si
trasforma in “rabbia”,
un
fruscio di foglie, un vuoto nella città,
fai
fatica a ricordare il tuo nome.
Tutto
qui,
è tutto scritto nei versi,
in un miscuglio di pensieri, emozioni e parole,
basta cercarli e li troverai subito.
11.12.1998
Selene
Chinaglia
*
Lacrime versate
Lacrime
versate
su
un asfalto bruciato,
solo
fumo nell’aria,
solo
una fitta nebbia,
tutto
se ne andato,
affidato
a mani che non sanno vedere.
Cercavi
un mondo lontano
e
adesso che l’hai trovato,
non
scappare,
non
dividere ciò che ci univa.
Non
riesco a vederti,
a
sentirti,
ti
prego avvicinati,
non
distruggere la tua stessa anima.
1
giugno 1998
Selene Chinaglia
*
Fragile schiera
Porta
quel dolore giorno per giorno,
dilaga
in sé col passare delle ore,
è
ormai abbattuta la sua fragile “schiera
e
di lei, più nulla”,
forse
,solo il suo nome inciso sull’acqua.
Il
suo urlo impetuoso di notte lancia,
attraversa
la luce improvvisa,
poi
sparisce dietro “l’albero d’ogni tua pena”.
Ma
forse già sente che quel grido
annega
nel mare graffiato d’ombre.
Troppo
è il peso e poca è la durata dell’essere.
Vede
un viso emergere dal fumo,
che
vaga in ogni angolo buio,
con
le sue parole cerca di portarla nel sonno più profondo.
Il
suo è un rifiuto dolce,
deve
continuare quel deforme stato mortale,
poi
lui, lentamente, afferra la sua mano,
la
risveglia dal suo mondo,
la
porta verso la sua sorte,
allevia
ogni suo dolore e ogni male
e
i due scompaiono nella notte.
29
marzo 1999
Selene
Chinaglia
*
The last night
Allontanarsi
vedo le tue mani,
i
tuoi occhi
chiudersi,
il
grande vascello d’oro
tramontare,
tutto
in un gelido istante,
fatto
di attese e di respiri,
che
prima in un sogno
ci
teneva uniti.
Caloroso
ora il tuo abbraccio
e
accogliente è la tua notte.
Così
resti sola, sul pavimento piegata,
e
paura avrai delle frontiera spenta.
Prigionieri
di speranze e di ricordi.
Arriverò
alla soglia del mattino?
Impresso
resterà
il tuo viso:
una
fotografia
protetta
dalla pioggia
Selene Chinaglia
28.1.1999
*
Infiniti passi
lasciano
le loro orme,
movimento
di foglie e di ombre
possono
solo dirmi:
”addio”.
Libero
è il mio volere,
imprigionato
è il mio essere.
In
una notte,
che
al confine incontrerà
luce.
Selene Chinaglia
30.1.1999
*
La mia ombra
La
mia ombra si sgretola
in
mille zaffiri.
Scopri
di essere una linea,
una
freccia,
inverti
il senso di marcia,
sveglia
i tuoi amici, carica le pistole
e
sali in moto.
Verità
coperta dalla sicurezza,
dai
il meglio di te
e
prendili a testate,
anche
la porta non si apre
finché
non capisci che cosa innesta tutto ciò.
Marco
Primi
I giugno 1998
*
Siamo soli
Siamo
soli,
siamo
soli in questo mondo,
mi
guardo intorno
e
vedo il buio,
cerco
con le mani
un
appiglio,
ma
sto cadendo
dove
non mi vedrete,
dove
non mi vedrà.
Laura
Mugnani
1 giugno 1998