Jim e Pam
Jim: “Ciao!”
Pam: “Ciao, hai problemi con le porte?”
Jim: “Si perde tempo. Ti ho seguito dalla
spiaggia”.
Pam: “Tu mi hai seguito, perché?”
Jim: “Perché sei l’unica”.
Pam: “Dovresti parlare con il mio ragazzo”.
Jim: “Come ti chiami? Io Jim”:
Pam: “Pam”.
Jim: “Pam e Jim”.
A: “Chi cavolo era?”
Pam: “Non ne ho idea!”
Tratto dal film The Doors
Franco
D’Arco
Pam:
“È incredibile! Come bello questo:
“Sono tornato
nella terra
dei giusti e dei forti e dei saggi.
Fratelli e
sorelle della pallida foresta.
Oh figli della
notte,
chi
tra voi correrà alla caccia ?
Arriva
la notte
con
la sua legione porpora.
Ritiratevi
ora nelle tende e nei sogni,
domani
entreremo nella città della mia nascita.
Voglio
essere pronto”.
È bellissima!”
Jim: “Ti piace?”
Pam: “Ah, è splendida! Non avevo letto molte
poesie finora. Cos’è uno sciamano?”
Jim: “È l’uomo della medicina degli
indiani, lui, grazie al peyote, va in trance e scava
sempre più in fondo e ha una
visione e tutta la tribù guarisce. Tutte le culture
ne hanno una loro versione, i
Greci avevano il teatro e gli dei, per gli indiani
il primo sciamano inventò il
sesso, lo chiamavano colui che ti fa impazzire.
Cos’è che ti eccita?”
Pam: “Eh, non lo so! Ehm, l’esperienza, la
libertà, l’amore. Ora, sai che la prima volta
che ho preso l’acido, ho
visto Dio? E ho visto un amico, lui era Cristo, ma era
anche Giuda e, allora, mi
sono resa conto che, in qualche modo, quello era
il segreto di tutto. Noi
siamo uno, l’universo è questo tutto, è una cosa
bellissima”:
Jim: “Io mi sento più vivo a confronto con
la morte, quando provo il dolore”.
Pam: “Per me, invece, uno è più vivo quando
riconosce la bellezza, vede la verità.
Ti eccita la morte?”
Jim: “La vita ti fa più male, quando muori
il dolore sparisce”.
“Le
poesie hanno i lupi dentro
salvo
una,
la
più meravigliosa di tutte,
lei
danza in un cerchio di fuoco
e
si sbarazza della sfida
con
una scrollata”:
Pam: “Magnifica! È magnifica, per chi l’hai
scritta?”
Jim: “Lo scritta per te”.
Tratto dal
film The Doors
Franco
D’Arco
Jim: “Chiudete gli occhi, vedete il serpente, vedete apparire il serpente,
la sua testa è lunga dieci
piedi e larga cinque, ha un occhio rosso e uno verde,
è lungo almeno sette miglia.
Mortale…lo vedete, tutta la
storia del mondo è sulle sue scaglie,
tutte le persone, tutti gli
avvenimenti, sono piccole immagini sulle sue scaglie.
Dio, è grosso! E si muove,
divora le coscienze, digerisce il potere.
Mostro d’energia, è un
mostro. Baciamo il serpente sulla lingua,
bacia il serpente, ma se
avverti la paura, c’ingoierà all’istante,
ma se lo baciamo senza
paura, ci porterà per il giardino e il cancello,
dall’altra parte, cavalca il
serpente per l’eternità”.
John: “Io credo di essere strafatto, non
riesco a pensare. Guardati gli occhi,
tu sei la morte!”
Robbie: “Io
ho paura di mio padre, non posso essere quello che vogliono loro”.
Jim: “Forse dovresti uccidere tuo padre”.
Ray: “Io sto soffrendo, sento che
l’universo funziona perfettamente,
ma sono ancora perfettamente
chiuso dentro me stesso,
invece d’unità, sento
isolamento”.
Jim: “Ma tu sei vivo, Ray, sentilo!”.
John: “Ho paura, Jim!”
Jim: “È magnifico!”
John: “Ho ancora paura!”
Jim: “Allora usa noi, John! Usa la nostra
forza, vieni qui”:
Robbie: “Eccoci, Jim!”
Jim: “Ora siamo una tribù di guerrieri,
vieni!
Vi prometto di rimanere con
voi per l’eternità,
niente distruggerà il nostro
cerchio, forza, forza!”
Sto mentendo, ho paura!”
Pam: “Jim non andare via, vieni a ballare
con me!”
Madre: “Dove vai, Jim?”
Padre: “Jim, dove vai?”
Tratto dal
film The Doors
Franco D’Arco
L’ultima sera di Parigi
3 luglio 1971
Zen - Un po’
di compagnia, amico ? La sera è lunga da
passare. -
Jim - Vengo
dal Rock’ Roll Circus e voglio andare a casa, non ho tempo. -
Zen - Non mi
riconosci ? Sono Zen. -
Jim - Ah, il
cuoco del Rock ! Che ci fai per strada a quest’ora, non dovresti stare in
cucina, come tutte le sere ? -
Zen - Nella cucina dell’anima, non era una delle
tue canzoni ? “Ancora un posto dove
andare. Lasciami dormire tutta la notte nella tua cucina dell’anima.
Scalda la mia
mente. Mandami via e io vagherò, barcollando nella foresta al neon.” -
Jim - Sì, tanto tempo fa, ma ora sono qui e sono
soltanto stanco. -
Zen - Ma dai, non rifiuterai della buona
roba ? -
Jim -
No, ho solo voglia di dormire, di lasciarmi andare al sonno della notte.
-
Zen - Lo conosco quel giochino ... -
Jim - Basta con quelle cose, sono solo un
cantante di blues, non un poeta. Voglio solo
scrivere dei buoni blues. -
Zen - E allora perché sei qui a Parigi ? -
Jim - L’America non fa più per me e lì non c’è
posto per esseri intelligenti e sensibili. -
Zen - E sei venuto nella vecchia Europa dove
nessuno ti conosce per essere uno
qualunque ? -
Jim - Sì, ma perché parlarne. Ci vediamo. -
Zen - Un momento, non c’è fretta, quello che hai
sempre cercato, l’hai trovato. Si tratta
solo di accordarci e vedrai che il prezzo è buono. -
Jim - Vuoi prendermi in giro ? Che ne sai
tu di me ! -
Zen - Io so più cose di quanto tu possa
immaginare : “Niente musica, niente Doors
stasera, solo poesie” e poi, te ne vieni a Parigi dove è stato lui e
dici che sei solo un
cantante di blues ? Ma io voglio offrirti una “mattinata
d’ebbrezza” senza fastidiosi
risvegli. Non è ciò che vogliono tutti quelli come te ? A cosa aspira
un poeta, se non
a cambiare la vita, a un viaggio, un unico viaggio senza ritorno per una
vita intera ?
Vedrai la realtà svanire come nelle tue canzoni e tingersi dei colori
del sogno :
“Indietro nel profondo del cervello dove non c’è mai nessun dolore e la
pioggia
scende dolcemente sulla città.
Alcuni nascono alla dolce gioia. Alcuni nascono alla
notte senza fine. Fai un viaggio verso la luminosa mezzanotte.” Era
questo che hai
sempre cercato, hai perfino seguito le segrete vie della magia e degli
incantesimi.
Credi che io non lo sapessi ? -
Jim - Ero “fatto” e in quei momenti può
succedere di tutto. Patricia mi piaceva, con le sue
storie di streghe e di maghi mi faceva sentire vivo come non mai. Ma tu
queste cose
non le puoi capire. Con la magia dei sensi, non c’è bisogno di parole,
non ci sono
porte da aprire, è un attimo e l’ebbrezza ti trascina via e lei era
proprio bella :
“Bambina selvaggia piena di grazia. Sei figlia della nostra rabbia. Col
desiderio ai
tuoi piedi. La libertà nei tuoi occhi. Danza sulle mie ginocchia.”
-
Zen - E la parte di sciamano che recitavi, anche
allora eri “fatto” o era un modo per fare
soldi al circo del rock ? “Esaltare i sensi e percepire immagini
inaccessibili nel più
profondo e intimo della propria mente o nella mente degli altri.” -
Jim - Sono stanco, non ho voglia di fare
discorsi stasera e tu mi costringi a tirare fuori
vecchie storie. Un tempo credevo in quelle cose, pensavo che la poesia
avesse a
che fare con la magia del mondo. Ora non so più cosa dire, a stento vedo
la strada
davanti a me. Il mondo gira e sempre allo stesso modo e io ne sono
sceso. –
Zen - “ Il poeta si fa veggente mediante un
lungo immenso e ragionato sregolamento di
tutti i sensi ... e ... giunge all’ignoto”. Ricordi ? Sei qui per
ritrovare le segrete
alchimie, ma ora che Il tuo viaggio è giunto alla meta, sei indeciso.
Lasciati andare.
Ma prima c’è ancora una cosa che vuoi sapere. -
Jim - Cosa ? -
Zen - La ragione per cui Rimbaud smise di scrivere poesie, la ragione vera, dico, quella
che lui ci ha lasciato nei suoi versi. La poesia può cambiare il
mondo ? No, è solo
un’illuminazione, mostra che la vera vita è altrove, ma ogni volta il
ritorno dal viaggio
è più disastroso e alla fine, si rinuncia a partire. “Io so la sera e
l’alba ... e qualche
volta ho visto quello che l’uomo ha sognato ! ...Libero, fumigante,
cinto di nebbie
viola ... folle ... Ho visto gli arcipelaghi siderei e isole dai cieli
deliranti...Ma è vero …
Le albe sono strazianti ... Che io vada in fondo. “ -
Jim - Lo so, andare al di là delle porte della
percezione alla ricerca del nuovo, è soltanto
una fuga, una delle tante possibili. Ma allora, cosa rimane a chi ha
un’anima di
poeta ? -
Zen - Lo sai, guardati dentro e vedrai la
verità, è un’esperienza che non hai mai provato,
l’unico vero viaggio. “L’unica amica, la sola amica ...” così dicevi un
tempo. Non
credi che sia ora di godersela fino alla fine ? Vieni, non c’è più
dolore, è questo che
hai sempre cercato di sfuggire, vero ?
Luglio 1996, Franco D’Arco
Versi di A. Rimbaud e
J. Morrison
tratto da : “
Rimbaud & Morrison ” di F. D’Arco, 1996