Jack Frusciante è uscito dal gruppo
Un romanzo di Enrico Brizzi
La trama del romanzo
Una domenica pomeriggio, con una telefonata inaspettata, Aidi piomba
nella vita di Alex, un giovane liceale inquieto e ribelle. Ha inizio così tra i
due adolescenti una storia d’amore ingenua e appassionata, fatta soprattutto
d’amicizia e di solidarietà nell’affrontare problemi e stupori legati al mondo
degli adulti che sempre più si avvicina. Tra i due ragazzi si instaura un
rapporto profondo e totalmente platonico, che li porta a non riuscire a fare a
meno l’uno dell’altra, ma la loro felicità è minata dallo spettro di un viaggio
di un anno in America, un “grande volo” che Aidi vuole e deve compiere per
motivi di studio. Quando il giorno della partenza si avvicina i due ragazzi
imparano a conoscere qual è il prezzo da pagare per la felicità, ma in fondo
comprendono anche che questo è direttamente proporzionale all’intensità della
loro amicizia e alla fine lo accettano serenamente, anche se con qualche
lacrima versata di nascosto.
I temi del romanzo
Il romanzo di Enrico Brizzi è un
piccolo affresco italiano sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Protagonista è Alex D., liceale inquieto e ribelle nei sentimenti, che accosta
nella propria scala di valori l’amicizia e l’impegno morale alla letteratura
contemporanea e alla musica punk – rock.
Il messaggio del romanzo
Il messaggio del romanzo, espresso attraverso la metafora del volo è la
volontà di fuga dal “gruppo”. Il “gruppo” rappresenta per Alex l’omologazione,
il conformismo, l’alienazione da un sentire forte, l’ostacolo alla conquista di
un’esistenza autentica e libera dalle costrizioni false e superficiali del
nostro tempo.
È quest’esigenza di libertà, scevra da compromessi, soprattutto con se
stesso, che induce Alex ad allontanarsi dai compagni grigi e viziati del liceo,
a distaccarsi da una vita familiare spenta e passiva, a scegliersi come
compagno un ragazzo emarginato a sua volta dal gruppo dei benpensanti, infine
ad eleggere come miti personali simboli dell’immaginario “underground”
contemporaneo e personaggi che hanno rinunciato ad una vita comoda in favore di
un’esistenza autentica. Infatti, Holden Caulfied è un personaggio che fugge da
una realtà che non sente propria, che non riesce a dare importanza a valori come
il denaro e l’apparire, ai quali è consacrata la vita della società
contemporanea. Il Piccolo Principe è anch’egli un dissidente di pensiero nei
confronti del mondo degli adulti: egli fa domande che le persone cosiddette
“mature” non capiscono, trova la felicità in piccole cose che gli uomini
indaffarati nemmeno notano.
Gli scrittori che Alex ammira sono anch’essi uomini che si sono
allontanati dal mondo. Saint – Exupéry e Bach sono due aviatori: “volando” al
di sopra della terra essi hanno trovato la propria fonte di ispirazione;
Salinger si è ritirato ormai da molti anni a vivere in solitudine e silenzio
letterario in una sperduta casa di montagna. John Frusciante ha deciso di
lasciare la band, quando le vendite dei dischi e la celebrità di questa era
salita alle stelle e di lui nessuno ha più sentito parlare.
Nel Jack Frusciante esiste il doppio punto di vista – la voce del
narratore e quella in prima persona dell’estensore del diario di Alex D. – ciò
conferisce movimento e dinamismo al racconto. La forza di quello sdoppiamento
sta soprattutto nel fatto che si tratta di uno sdoppiamento fra due età
dell’esistenza abbastanza vicine (i diciassette anni del protagonista e i diciannove del narratore,
due età dell’esistenza di un’unica persona).
Nel Jack Frusciante, poiché la distanza fra i due momenti era vicina, è
stato possibile un distacco sufficiente per rivivere tutta la storia,
praticamente dal giorno dopo in cui Adelaide della vita vera è partita per gli
Stati Uniti, via via all’indietro, fino ai sedici anni e mezzo di Enrico
Brizzi. Poi tutto questo si è tradotto sul piano della lingua in un Alex che parla nei dialoghi e
nell’archivio magnetico con un tono meno consapevole – e quindi anche parole
meno consapevoli – e nel conferire al narratore un pizzico di distacco
linguistico, di differenza, simile al distacco che potrebbe avere un fratello
d’un paio d’anni più grande, apparentemente ad una voce, che nel contempo, non
potrebbe mai essere quella di un fratello, e cioè d’una persona realmente
altra, poiché il suo statuto, il luogo da dove racconta, è quello, appunto,
d’un narratore onnisciente.
I riferimenti culturali del libro
I riferimenti culturali ricorrenti nel
libro sono: ”Il giovane Holden” di Salinger, “Il piccolo principe” di
Saint-Exupéry, “Due di due” di Andrea De Carlo, la musica rock e punk e i
paesaggi d’Irlanda.
Il romanzo di Salinger è presente in vari
strati del tessuto narrativo del Jack Frusciante.
Dell’aspetto fisico di Alex, il narratore ci dà poche e
vaghe informazioni, ma è dettagliato nel definire l’età (quasi diciassette
anni, più o meno quella di Holden) e nel descriverci i suoi capelli tagliati a spazzola e
spettinati, come il protagonista del romanzo di Salinger.
La storia d’amore,
sconvolgente e tuttavia platonica che Alex vive con Aidi, ricorda l’amicizia
intima, ma non fisica di Holden con Jane.
Alex odia la scuola
perché la vede come un “pollaio”, un luogo di omologazione, come Holden, che
non può soffrire il college in quanto popolato di studenti snob e conformisti e
di professori tirannici.
Sia la storia di
Alex, sia quella di Holden sono disseminate di serate “etiliche” e di Coca
Cola.
L’autore è
consapevole di queste somiglianze e arriva a rendergli un vero e proprio
omaggio quando fa esprimere Alex con citazioni tratte dal celebre romanzo di
Salinger, come il riferimento alle anatre del Central Park, all’odio verso i
film di Hollywood, ed allo stesso Holden.
A livello linguistico
inoltre Salinger è presente nel romanzo di Brizzi con numerosi prestiti:
l’usanza di chiamare gli amici e se stesso con l’epiteto di ”vecchio”; i
ragionamenti di Alex che alternano scorrevolezza e astrusità, come quelli di
Holden, l’uso di termini ed espressioni tipiche del gergo giovanile e, infine,
la costruzione di metafore con i simboli dell’immaginario adolescenziale (gli
zaini jollinvicta, la birra senza alcol, le chitarre Fender, le cartine Rizla).
Entrambi gli autori fanno parlare i loro protagonisti in modo ultrarealistico,
ma mentre lo scrittore americano opera una mimesi (imitazione) profonda e
totale tra lo strato sociale e culturale del protagonista, attribuendo a
quest’ultimo un linguaggio che mostra intellettualismi e reminiscenze infantili
e gergo della strada sorprendenti, Brizzi fa esprimere il suo personaggio con
una varietà ed una proprietà di linguaggio non usuale per un giovane sedicenne.
Decisivo è anche il debito che Brizzi dimostra nei confronti del
racconto “Il Piccolo Principe” di Saint – Exupéry. Come la “volpe” ed il
“Piccolo Principe”, anche Alex ed Aidi arrivano ad “addomesticarsi”
reciprocamente e la loro amicizia diventa speciale ed unica, fino ad escludere
tutto il resto del mondo, pur essendo consapevoli sin dall’inizio che la loro è
una storia ad “orologeria”, con il “timer” puntato sulla partenza di lei per
l’America.
Tra i due è Alex a sentirsi un po’ come la “volpe”, ossia come colui che
rimane, che deve dire addio a colei che l’ha addomesticato e di cui sente ormai
di non poter più fare a meno, mentre Aidi, come il Principe, è, crudelmente ed
ingenuamente, protesa verso il “grande” volo che la porterà lontano. L’idea del
“volo” è presente nella trama del romanzo, anche nei numerosi riferimenti al Gabbiano
Jonathan Livingstone di Richard Bach.
Per comprendere meglio i riferimenti alla musica rock e punk ed ai
paesaggi d’Irlanda, contenuti in Jack Frusciante, è necessario rivolgersi a ciò
che è al di là del testo, dell’opera. Quando Alex fugge dalla città verso i
colli di Bologna ed il bosco che circonda la casa di Aidi, egli va alla ricerca
di un paesaggio che nella sua immaginazione può assumere i contenuti di quello
irlandese. Egli trova piacevole il “maglione verde” di Aidi e scruta felice il
terso cielo primaverile in quanto simboli del verde e dell’azzurro d’Irlanda.
A determinare il suo innamoramento per questo paese è l’ammirazione che
egli prova per la musica punk, per il gruppo dei “Pogues” e per Shane Mc Gowan,
per la birra e per gli ideali di libertà. L’Irlanda, non Bologna, è il
paesaggio mentale in cui vive il protagonista.
Infine, l’ultimo elemento importante del romanzo: la sua colonna sonora.
A partire dal titolo (John Frusciante è l’ex chitarrista della band americana
dei “Red Hot Chili Peppers”), l’opera è disseminata di riferimenti alla musica
rock (in particolare a quella dei Clash). Le canzoni che Alex predilige
mostrano tutte un testo forte e provocatorio. Ce n’è una in particolare che
accompagna Alex durante le sue scorribande ciclistiche per le strade e i colli
di Bologna: è una canzone, appunto, dei “Red Hot Chili Peppers”, il cui testo
dice: ”A volte mi sento il mio unico amico (…) la città è la mia compagna, io
guido per le sue strade, lei guarda le mie azioni e mi bacia con il vento”. Lo
stesso tessuto fonico – ritmico dell’opera echeggia a tratti la durezza delle
chitarre e l’energia delle percussioni di questa musica, fino ad arrivare alla
creazione di frasi utilizzate come veri e propri refrain che scandiscono il
ritmo.