Investire nelle Commodities: le previsioni per il 2017

Investire nelle Commodities: le previsioni per il 2017

Fino a qualche anno fa, investire nelle commodities, ovvero in materie prima, era la mossa giusta per tutti gli investitori che non volevano rischiare troppo e che cercavano la relativa sicurezza di alcuni “beni rifugio”.

Negli ultimi tempi però, la crisi si è fatta sentire anche in questo settore e molte certezze ritenute inossidabili sono crollate. Le commodities si sono pericolosamente avvicinate a un baratro da cui sarebbe stato difficile riuscire, portando con loro tanti operatori dall’esperienza consumata, ma anche molti giovani impegnati nel settore del trading online.

Questo però non è accaduto e anzi, adesso quel baratro sembra essere sempre più lontano. Il 2016 ha fatto registrare un netto aumento dei prezzi nel settore dell’energia e di alcuni metalli, primi fra tutti il rame o lo zinco. Risultato: le commodities sono tornate ad attirare l’attenzione degli investitori e lasciano ben sperare per il 2017 appena cominciato.

Stando all’analisi portata avanti dalla Saxo Bank, la direzione che prenderanno le materie prime nel corso nel nuovo anno sarà tracciata da alcuni macro-elementi imprescindibili: la crescita economica della Cina e le trasformazioni in termini di nuovi posti di lavoro previsti con il nuovo piano quinquennale; le future mosse di Donald Trump e la tenuta del dollaro; la capacità dell’Opec di riuscire a portare a buon fine la riduzione produttiva promessa ai mercati.

Insomma, tutto è ancora da decidere, ma una cosa è certa: le commodities ricominciano a far gola ai risparmiatori. Su cosa dovranno puntare quindi i trader nel corso del 2017? Sicuramente un investimento interessante è quello sui metalli in netto rialzo, rame e zinco su tutti. Di solito, quando si pensa alle commodities, l’oro e l’argento sono la prima scelta a venirci in mente.

Ma bisogna prestare la dovuta attenzione all’andamento dei prezzi. L’oro, ad esempio, ha fatto registrare negli ultimi anni degli inquietanti alti e bassi, e solo nel 2016 è tornato a salire senza destare preoccupazioni. Andrebbe quindi tenuto d’occhio ancora per qualche trimestre, prima di essere nuovamente eletto come bene rifugio per eccellenza.

Stesso discorso, anzi forse ancora più complesso, per il petrolio, la cui recente crescita è però ancora più marcata di quella dell’oro. Meno considerati di quest’ultimo, ma di enorme successo negli ultimi anni, sono invece i diamanti. Sono molto più redditizi, ma fate attenzione e muovetevi sempre con il supporto di un esperto che possa valutarli al meglio.

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi