investire nell'euro

Come investire nell’euro nel 2017?

Una delle domande più ricorrenti che i trader del Forex si stanno facendo proprio in questi giorni è: come poter investire nell’euro nel corso del 2017 recentemente cominciato? Effettivamente, formulare delle risposte in tal senso non è molto semplice, visto e considerato che le determinanti che andranno a influenzare il comparto sono numerosi.

Val comunque la pena ricordare che molta parte dell’influenza verrà esercitata dalla BCE, e pertanto è bene non perdere di vista le valutazioni e gli atteggiamenti dell’Eurotower. Scopri come si comporterà la BCE nelle righe che seguono!

BCE verso la normalizzazione… o no?

Cominciamo con il ricordare che con gli annunci dello scorso 8 dicembre, la Banca Centrale Europea sembra aver attivato il “pilota automatico” fino a fine 2017. Di fatti, fino all’estate nessun analista finanziario (o quasi) si attende più nulla dall’istituto monetario guidato da Mario Draghi, ma prima di fine anno, il Consiglio dovrà comunicare cosa farà nel 2018.

È interessante, in merito, osservare come i mercati si stiano posizionando su un percorso di azzeramento molto graduale degli acquisti, uno scenario che sembra condivisibile ai macroeconomisti europei. D’altronde, le stime BCE di inflazione 2017-19 non vincolano necessariamente all’annuncio di un tapering, dal momento che il ritorno dell’inflazione all’1,7 per cento a fine periodo è stato definito incerto e non “esattamente in linea con l’obiettivo”.

Tuttavia, è indubbio che il rischio di deflazione si sia notevolmente ridotto. Molto dipenderà dalla dinamica dell’inflazione sottostante. Le misure straordinarie sono servite anche a garantire la tenuta dell’Unione Monetaria, ma dipendono dal persistere di una bassa inflazione.

Un contesto di incertezza internazionale

Naturalmente, non sono le decisioni della BCE le uniche determinanti che potrebbero influenzare in misura molto significativa i cambi valutari con l’euro. È evidente che le misure di incertezza della politica economica sono significativamente sopra la media in molti paesi avanzati, e anche in Europa, per ora il cambio dell’amministrazione americana pesa più del ciclo elettorale che si sta per avviare (e che forse interesserà anche l’Italia). Tuttavia, bisogna essere cauti nel tradurre questo aumento in minori investimenti e minore crescita (la vicenda del referendum inglese insegna!).

Occhi aperti pertanto all’evoluzione delle altre principali economie mondiali. Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump si sta insediando e presto diramerà le proprie prime scelte di politica fiscale, attese particolarmente incisive e influenzati già per questa prima parte del 2017.

A sua volta, la strategia di politica fiscale e di investimenti del neo presidente eletto potrebbe condizionare le decisioni della Federal Reserve, visto e considerato che l’istituto monetario utilizzerà le proprie leve di politica monetaria poter compensare adeguatamente gli effetti dell’amministrazione Trump.

Insomma, un bel ventaglio di eventi e di evoluzioni che vi consigliamo di tenere sotto controllo, ad arricchimento di un calendario macroeconomico 2017 che si preannuncia straordinariamente denso e aleatorio!

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