Il nuovo Mondo

 

     Alla solita trattoria del porto quella sera Daniele incontra Marcello, che consuma una rapida cena, da lui accetta solo un bicchiere di vino, poi l’altro, vedendolo scuro in volto,  gli domanda se c’è qualcosa che non va e lui risponde, infastidito:

“Ma la piantate di voler capire tutto alla prima occhiata quando, in realtà, non capirete niente di niente!”- ma poi, per cambiare discorso, chiede del resto della compagnia e Marcello lo informa sui possibili sviluppi della serata e i due decidono di raggiungere Spider alla discoteca il “Nuovo Mondo”.

     Lì, Daniele, conosce un’amica di Spider, Elvira, che subito gli si incolla addosso e non lo molla per un attimo. La serata sembra destinata a scivolare via, come al solito, mentre lui vorrebbe solo non pensare a Vanina, a quello che è successo tra loro e al perché è fuggita spaventata alla vista del suo ragazzo, ma la rivede proprio lì, ballare con Gerardo ed è allegra e si diverte. Poi la musica in pista cambia, è il turno di una canzone lenta, “Domani è un altro giorno” di Ornella Vanoni e i due si tengono stretti, abbracciati. Come è diversa ora dalla Vanina, che ha conosciuto poco prima, la sua malinconia sembra proprio… scomparsa.

“È non c’è niente di più triste in giornate come queste che ricordare la felicità….”, recita la canzone. Intanto Gerardo la bacia e lei gli si abbandona, forse rincorre con la mente gli attimi di gioia trascorsi poche ore prima in compagnia di Daniele, poi, proprio quando si ripete il tema, alza gli occhi e lo vede.

     Per un attimo si sente perduta, non era tra le braccia di Gerardo che avrebbe voluto farsi rivedere da lui, ma i versi della canzone incalzano impietosi: “Rivedo tutta la mia vita, bilancio che non ho quadrato mai.” Ed è la sua, che le si para davanti, insopportabile. Senza più alcuna speranza, nasconde il viso nella spalla di lui e si lascia scivolare all’indietro, abbattuta.

     Daniele ha visto, ha sentito la sua indicibile pena e non ha più dubbi, non si è sbagliato, ma anche Gerardo l’ha notato e vuole fargli vedere che Vanina è sua, allora la stringe più di prima, tenta di baciarla di nuovo, lei si ritrae, resiste, lui continua, ci riprova, ma Vanina non vuole e quando il motivo della canzone si ripete per la terza volta, le mani di lei non lo stringono più.

     Sulle parole ”Beato te, sì, beato te”,  lei trova la forza di guardarlo un’ultima volta, come in un estremo addio, almeno tu non soffi come me, questo sembrano dire i suoi occhi tristi, ma poi la canzone continua implacabile: ”Non ho salvato neanche te” e, per la seconda volta, lei nasconde il viso nella spalla dell’altro e, disperata, stringe le mani, come se stesse cercando di trattenere Daniele, ma sente che l’ha perduto ed esse, non afferrano più nulla, la presa cede all’allontanarsi della felicità, che le è ormai sfuggita. Ora è veramente avvilita e sola.

     Daniele la guarda ballare fino alla fine, ha capito che Vanina l’ama e ha bisogno di lui, un estremo bisogno, ma ora ha paura di aver rovinato tutto e di averlo perduto. Elvira, che gli siede accanto, si è accorta del suo interesse per la ragazza e gli chiede:

“Ti piace?” Lui finge di non capire, non vuole parlare di lei in quel modo e le risponde:

“Vanina?” E l’altra gli ribatte, seccata:

“Chi se no, non fare lo scemo!”

“Certo, è bella no?” Le fa lui, messo alle strette, ma, in ogni modo, cerca di evitare che la conversazione prenda quella piega, lei, però, non si accontenta e insiste:

“Molto, ma scomoda, ti avviso”. Lo mette in guardia, Vanina non è quella che sembra, dietro la sua bellezza si cela ben altro, sembra dirgli. La risposta di lui è cortese, ma perentoria:

“Anche lei crede di capire tutto al primo sguardo? - ed è come dire, voi vi fermate solo all’apparenza, non riuscirete mai ad andare oltre e aggiunge - Che cosa significa, sentiamo?”

“Chiedi in giro, molto passato, poco presente, niente futuro”. Conclude lei, sicura di sé.

     La canzone è finita, la nuova è un ritmo veloce e Gerardo preferisce lasciare la pista e raggiungere il gruppo, Daniele si alza e li saluta. Lui vuole parlarle, farle capire che non è cambiato nulla e la invita:

“Vuoi ballare?” Lei, però non se la sente, troppa è la paura che ha di Gerardo e gli risponde:

“No, grazie”.

Gerardo ha visto il cambiamento d’umore in Vanina dopo l’arrivo di Daniele e ha capito che gli nasconde qualcosa e allora le chiede:

“Perché non balli?” Lei si giustifica con una scusa:

“Sono stanca”.

Ironico, lui le ribatte:

“Poi come niente ti boccia”. 

     Lei abbassa gli occhi, Daniele, in piedi, la guarda, poi si allontana. Va al bar, si ordina un whisky e un pacchetto di Gauloises. In alto, sulla parete di fronte, campeggia un quadro, è una composizione di volti e di sguardi deformati secondo lo stile dell’arte contemporanea, un gioco assurdo di maschere, dal quale non si distingue la realtà dalla fantasia, sembra proprio quello che sta vivendo ora. Lei ha detto di no a lui, l’ha respinto, perché? Possibile che i suoi occhi l’abbiano ingannato per la seconda volta?

     Di nuovo l’insicurezza l’afferra, era vergogna o amore, non riesce a capirlo, allora si volta e la guarda. Tutto sembra finito, passato, lei, ancora una volta, è diversa, ascolta un amico e accenna ad un sorriso, ma poi se n’allontana, ritorna triste, teme che lui sia andato via, e si volta in direzione del bar, cercandolo con gli occhi, ne incontra lo sguardo e non riesce a reggerlo, troppa è la pena e il disagio che prova, li socchiude e si ritrae. Non l’ha perduto, si sente sollevata, contenta, e rialza il viso, ma lui le sta chiedendo troppo e lei non sa come fare per salvare il loro amore, allora, si abbandona, di nuovo, scoraggiata sullo schienale del divano.

     Daniele beve il suo whisky e continua a fissarla. Intanto Gerardo dalla pista ha notato gli sguardi, ha capito che qualcosa è successo tra loro e vuole saperne di più. Tornando dagli amici, si rivolge a Vanina:

”Come mai non hai voluto ballare?” E lei gli risponde:

“Te l’ho già detto, ero stanca”. Ma lui insiste, vuole esserne proprio sicuro:

“E come mai eri stanca?”

Lei non gli risponde, non sa più cosa inventarsi per allontanare da sé l’attenzione degli altri, ormai tutto è diventato così evidente, che perfino Spider e Marcello, un po’ alticci, se la ridono e Gerardo, infastidito, sbotta:

“Non fate gli stronzi!”

Spider gli risponde sullo stesso tono:

“Ma noi siamo stronzi”. 

     Nel frattempo, Daniele osserva la scena, finisce il suo whisky e torna, ma Gerardo crede di sapere come sbrogliare la faccenda e rivolto alla compagnia:

“Bèh ragazzi, io mi sono rotto…facciamo una cosa, andiamo a casa mia”.

“E perché?” Domanda sorpreso Spider.

“Perché è il tuo compleanno e andiamo a festeggiarti”.

     Tutti si avviano verso l’uscita, Vanina sempre più allarmata fissa Gerardo, poi quando si alza per raggiungere gli altri, gli lancia un’occhiata minacciosa. Lui è sorpreso, non l’ha mai vista cosi altera e decisa, sospetta che Daniele le abbia detto qualcosa e quando sono soli glielo chiede:

 “Ah, senti, non ti sei mica lasciato scappare niente su ieri, no? - Daniele gli fa cenno di no con il capo e si avvia verso gli altri. “Ah, già, oggi non avevi lezione” – rammenta lui, rassicurato, ma poi ci pensa su un attimo, collega gli sguardi, lo strano turbamento di lei e intuisce che i due si sono visti, allora decide di vendicarsi.

 

La vendetta di Gerardo

 

     L’appartamento è vicino al mare in una zona residenziale in costruzione abitata da bolognesi, Gerardo fa servire i liquori da Vanina e ne illustra i pregi con un certo orgoglio, ma Elvira, indiscreta, va subito al sodo e gli domanda:

“Ne hai due di camere da letto?” – pensando di approfittarne.

“Una, mica voglio mettere su famiglia!” e lei, non contenta, vi sbircia dentro, ma se ne ritrae, disgustata.

     La conversazione non decolla, però nessuno vuole andarsene, tutti aspettano qualcosa che deve accadere e tengono d’occhio Daniele, che se ne sta in disparte, non sarebbe lì, se non fosse per Vanina, ma la ragazza lo evita.

“C’è qualche libro che t’interessa? – gli chiede Gerardo, vedendolo avvicinarsi alla libreria - Spider mi ha detto che scrivi poesie, è vero?”

“E cosa ne sa, Spider?”- ribatte Daniele, evitando la domanda.

“Eh, eh, Spider sa molto di più di quanto voi non pensiate, coglioni!”- interviene l’altro, chiamato in causa.

     Intanto Marcello, giocherellando con la bottoniera dei comandi a distanza, fa scendere uno schermo, lo guarda meravigliato, poi esclama:  

“Ma che cazzo è!”

“Cinema, per le sere di pioggia” - gli risponde Gerardo. È l’occasione, che aspettava per la sua vendetta, Vanina intuisce il pericolo e lo guarda minacciosa, ma lui fa finta di niente e parlando sempre con Marcello, afferma:

“Se ti facessi vedere certi filmetti che dico io!” – e subito tutti insistono, allora lui ordina a Vanina di servire un secondo giro di whisky e prepara lo spettacolo.

     Daniele ha notato l’agitazione della ragazza e vorrebbe chiedergliene il perché, ma lei, quando gli è accanto, tiene gli occhi fissi sul bicchiere ed ancora una volta evita di guardarlo. In sala intanto si abbassano le luci e appare sullo schermo in una Venezia grigia, Vanina allegra, che scende in battello lungo il Canal Grande fino a San Marco e lì la classica foto con i colombi.

“Che ti viene in mente?”.

“Zitta!”- fa Gerardo, guardandola con rabbia.

“Ma a chi vuoi che gliene importi!” – ribatte lei, sempre più allarmata.

“Vediamo, se c’è qualcuno a cui interessi, alzi la mano? Tutti, escluso Daniele. Le immagini ora mostrano lei a pranzo in un ristorante e infine, l’inevitabile conclusione, lei in una camera d’albergo, nuda. Vanina spegne il proiettore, ma è inutile, ciò che Gerardo voleva, l’ha ottenuto e lui adesso può chiudere la serata, dicendo :

“Okay, Vanina è nervosa, è tardi, per stasera ce n’andiamo tutti quanti a dormire”.

     Daniele è l’ultimo ad uscire, ma sulle scale le parole sprezzanti di Gerardo lo fanno voltare: “Ah, professore, è il tuo assegno, non so che farmene, m’impiccia, vorrà dire che se rigiochiamo, mi devi duecentomila, buonanotte!”

     Un pallido mattino di novembre freddo e terso lo aspetta fuori, comincia ad albeggiare. Si avvia verso la sua vecchia auto, acciaccata come lui e lì ritrova Elvira che lo sta aspettando:

“Mi accompagni tu, professore?”

“Mi dispiace, ma temo di non avere benzina”.

“Lì segna ancora un quarto”.

“Segna anche che non ho voglia di accompagnarti”.

“Certo che stasera ti sei bevuto un bel bicchierino di merda, eh professore? – gli risponde irritata, aprendo la portiera e andando via.

     La vede allontanarsi sull’auto di Spider, poi mette in moto e si avvia anche lui verso la città, ma non ha voglia di tornare a casa, di rivedere Monica, di affondare ancora nel vuoto di quella sua esistenza, che l’ha spinto fin là, all’ennesima delusione. A questo punto non sa più cosa pensare, lei sola può dirglielo, ma non vuole parlare, perché?

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