Le
Poesie di Gian
capace di fare
di tutto una tragedia,
mi autocondanno all’infelicità
nel cercare per forza
ogni fottuta cosa
che vada male
ci sono migliaia di cose,
invece,
che vanno bene,
inutile angosciarsi la vita…
la storia non si fa con i se,
se è andata male:
impara la lezione
ma non disperarti,
non ne vale molto.
* * *
CREPUSCOLO
A volte ci pensi e vedi,
che c’è qualcuno nel mondo
che è più pazzo o più normale di te
e ti dà da pensare,
gente che si ricorda di te,
e ti ricorda
che non sei morto
come credi,
sei solo un’ombra nella notte,
che ha perso forma,
ma, chi si ricorda di te,
ti dà un’energia strana,
più potente di qualunque altra e
ti ridà la carica
per tornare a combattere
e riemergere dal crepuscolo.
* * *
Io sopravvivrò,
tra banchieri, idealisti, elettricisti,
io sopravvivrò,
arriverò alla vetta e tornerò indietro,
racconterò cose che non avete fatto
e darò spunto a qualcuno.
Io sopravvivrò
e a quel punto non m’importerà,
saprò molto più di voi al vostro tempo
e sarò libero, di viaggiare tra idee
e convenzioni e culture,
oh sì, io sopravvivrò a voi
come alla peste o alla carestia,
come alla morte e al dolore.
No, io non mi spegnerò,
il mio corpo sarà freddo sotto terra,
ma il mio spirito non si spegnerà,
io sopravvivrò
e correrò per le strade come uno spettro
curioso e impetuoso a fissarti negli occhi
e dirti
io sopravvivrò anche a te!
* * *
La cosa più triste al mondo è il talento
sprecato,
le grandi possibilità, lasciate così, come
spaventa passeri,
menti che potrebbero rivoluzionare o migliorare
un mondo,
siamo artefici della soppressione del meglio,
stiamo uccidendo il futuro,
non si spreca il dono più grande che si possa
mai ricevere:
una mente libera e aperta su sconfinate
alternative
e sempre più lontani orizzonti,
tanta potenza spesso buttata nel cesso,
devi capire che con la mente puoi fare tutto
ciò che vuoi.
La cosa più triste al mondo, è una testa
sprecata.
Non voglio diventare come quegli stronzi, che
prima della fine dello spettacolo, pensano già a che cosa faranno dopo.
* * *
Mancanza
Quando vado a letto,
mi prende sempre una depressione…
qualcosa non mi lascia
addormentarmi in pace,
c’è questo senso di cose mancate,
di cose che non bastano,
di cose non fatte.
Il guaio è che non so esattamente cosa,
sono un’anima errante, persa nel mare della
vita
e rischio di affogare.
* * *
Ogni tuo pensiero,
ogni tua azione,
ovunque tu vada,
qualsiasi cosa tu faccia,
io ci sarò
ovunque tu vada
qualsiasi cosa tu diventerai
io sarò con te!
Ti seguirò,
costante come la stella polare,
ti bacerò con il vento
e sentirai le mie lacrime
nei giorni di pioggia,
e sentirai il mio amore
in un raggio di sole,
ci sono cose che non so dire
ma sta sicura che io sarò sempre con te
e ti farò forza,
e ti aiuterò, ti consiglierò, t’insegnerò,
ti seguirò anche all’inferno,
preciso come la tua ombra,
e ti asciugherò le lacrime col vento caldo
e ti bacerò con la rugiada,
e ti scalderò con la luce del mio amore.
Ti terrò compagnia di notte,
osservandoti con la luna,
illuminando i tuoi sogni.
Ovunque tu vada,
non sarai mai sola!
* * *
VELENO
Il tuo veleno è le peggior cosa
è il mio amore, resta solo,
nella tua indifferenza,
è come morire,
uno sguardo…
ti voglio amare, ma tu sei lontana,
ti voglio baciare, ma sono legato.
Questo è il tuo veleno.
E brucia come una ferita mortale,
il veleno nero che mi scorre nelle vene
mi toglie ogni cosa,
mi hai tolto ogni cosa,
e io te l’ho lasciata prendere,
ti voglio baciare, per amore, credimi.
Non voglio perderti,
ma l’ho già fatto,
ecco il tuo veleno,
quel misto di dubbio rimorso,
quel non sentirsi più nulla,
quel sapersi finiti,
senza un tuo bacio.
Veleno, sono avvelenato,
avvelenato del tuo amore,
e muoio lentamente.
Gianluca Bellorini
Ma quale
cambiamento
Quello che si conclude nei momenti magici, notturni, invisibili,
che lasciano un segno indelebile nella vita,
the change,
di spettri & anime pure,
di ciò che eravamo.
Ci trasformiamo in mostri sanguinari,
che il giorno prima avremmo odiato a morte.
Maledetto vento,
tu strappi spettri innocui
e li riduci a mostri infernali,
tu sei tanto amato quanto odiato,
sei tutto & niente,
sei il nirvana & l’obscurity,
sei l’inizio & la fine,
sei solo il vento del cambiamento,
ci segui,
ci spii,
scompari,
invano ti cerco,
ti fai odiare & amare,
sei solo un’ombra,
solo un’ombra diversa,
sei unico,
speciale,
bastardo & mito,
tutto & niente.
*
Quello che hai fatto lo rifarai
e il dannato cerchio ricomincerà,
ciò che è stato fatto, verrà ripetuto,
dieci, mille volte,
senza uscita.
15 aprile 1998
Gianluca Bellorini
*
La Morte
Chissà quante volte mi sono già sparato,
chissà quante volte sono già morto,
quante volte ho scopato,
ho solo voglia di morire,
ho solo voglia di tornare a casa,
al principio,
al nulla.
Quando ho voglia di morire,
non ho motivi per volare,
non ho motivi per nuotare,
penso solo ad affogare.
Tu mi fai vivere,
sei la mia vita,
l’unico motivo,
l’unica uscita.
Sei impossibile,
sei stupenda & malvagia,
calda & cruda,
sei bellissima,
sei la mia liberazione,
abbracciarti per me,
è meglio di qualsiasi droga,
di qualsiasi canna,
poi, baciarti,
è l’estasi, la brezza del nulla,
purtroppo, con te tutto questo,
deve succedere solo una volta,
temo che sarà la prima e l’ultima,
non è possibile ci deve essere almeno un altro incontro,
un’altra vita, un altro pianto.
Non può essere tutto finito.
Mi sembri ceca,
quando mi espongo ai tuoi occhi perforanti,
che esplorano,
cercano,
devastano,
vedi tutti,
tranne me,
ci siamo baciati solo una volta,
a te va bene così ?
Per me no,
a me non basta,
ci rivedremo almeno un’altra volta,
ne sono sicuro !
17 aprile 1998
Gianluca Bellorini
*
Speed
Non fermarti,
a pensare,
a parlare,
gli eventi ti stravolgono,
devi cambiare,
non puoi restare a ragionare,
non puoi.
Devi vivere la tua vita senza fermarti,
cogliere solo ciò che è importante :
i veri amici e le donne,
non fermarti a pensare,
a respirare,
non fermarti,
Il tempo ti uccide,
ti assale,
ti sottomette,
e tu stai a rispettarlo.
Il tempo ti rende la vita impossibile,
ti limita
e tu non puoi romperlo
solo far finta che non esista.
Ma verrà l’ultimo momento,
arriva per tutti,
non respingerlo, vagli incontro,
trascorri il momento vitale,
e poi, corri senza pensare,
dove non esiste vita & non esiste morte,
torna a casa, nell’ultimo grande cambiamento,
tornaci senza pensare a cosa lasci,
percorrendo il tuo breve cammino
oltre le porte della percezione.
17 aprile 1998
Gianluca Bellorini
*
Il Nulla
In nessun tempo & in nessun luogo,
nulla è successo & nulla succederà,
tutto si ripete sotto forme più scadenti,
il degrado,
l’inizio & la fine.
non aprire quella porta, non farlo,
non sapresti gestirne il contenuto,
ti assalirebbe fino a distruggerti,
prima di comprendere l’infinito.
Io mi spingo verso l’infinito & oltre,
ma tu sei troppo fragile per sopportarlo,
per scoprire che tutto è niente.
Non aprire quella porta, non farlo.
17 aprile 1998
Gianluca Bellorini
*
Sento la morte che mi cammina alle spalle
Sento la morte che mi cammina alle spalle
sempre attenta a ogni mio movimento
a ogni mio sussulto.
La voglia di vivere è finita,
vivo solo nel nulla
e nella sua ebbrezza.
*
Non voglio aprire quella porta,
la porta dei dannati,
dalla quale esce qualunque verità,
verità che ci camminano affianco
e noi non le vediamo.
celate sotto una barriera, che ci reprime,
che ci rende venduti.
Chi la supera
si allontana dal gruppo
e da qualunque altro,
e come un dio,
ha il controllo sul mondo.
1 giugno 1998
Gianluca Bellorini