La sua vita, semplicemente un clic 

 

 


 Uscita

     Ascoltò il nastro e rivide passare tutta la sua vita, bèh…un’estate, perché quella era stata l’unica cosa bella che a Martino fosse capitata. Ricordava ancora il profumo dei capelli di Mara, le corse sulla spiaggia al tramonto e i suoi sorrisi che lo strappavano dalla tristezza in cui, fino a quel momento, aveva vissuto.

     Ma era stato solo un clic, una fiammata veloce che gli aveva fatto provare com’era più bruciante il sole e com’era bello sentirsi liberi di sognare, vivere e d’immaginare un futuro insieme, senza trucchi e senza regole, com’erano loro del resto, liberi e sinceri. Si ricordava ancora quando la mattina presto si sdraiava sul bagnasciuga lasciandosi percorrere, poco a poco, dalle fresche onde e dei brividi di freddo, che l’accompagnavano, ma era solo un attimo perché poi, lei iniziava a raccontare.

     Gli parlava di una casetta di legno, sopra una collina, di un prato fiorito e di lei col pancione che scriveva poesie su una sedia a dondolo nella veranda. E diceva che il loro amore non sarebbe mai finito, nemmeno dopo la morte. Sarebbe rimasto lì, dentro quelle pareti di legno, in quella casa sommersa dal verde. Ed era rimasta lì veramente la loro storia, in un sogno e nient’altro…

     Lei aveva smesso di fantasticare, diceva che era inutile e che non sarebbe mai potuto accadere perché era una cosa troppo bella per esistere e che se anche ci fosse stata, il mondo l’avrebbe distrutta. Non si sentirono per un po’, poi Mara lo chiamò, gli disse che era inutile vivere nella fantasia e che lei aveva bisogno di qualcosa di concreto, il loro amore faceva male a entrambi, quei sogni di libertà stavano diventando una prigione e, se non ne uscivano adesso, non ce l’avrebbero fatta, dovevano guardare avanti, ora…Poi un sospiro, la sentì piangere e non poté farci niente. Oh…come avrebbe voluto accarezzarle i capelli e stringerla forte, ma poteva solo restare ad ascoltarla e provare a sussurrarle parole dolci, che lei non volle sentire. Con un filo di voce incerta gli sussurrò:

“Ora ti lascio…o non ci riuscirò più, ti voglio bene, non dimenticarlo e ti prego, guarda avanti”.

     Poi un clic, un metallico clic, nient’altro. Non ci fu più nulla in quella sua vita ed ora se ne stava lì, in cima ad una collina, con la sua musica che, volava via, leggera nell’aria, immaginando ancora quella casa. Infine un clic, l’ultimo…

 

26 aprile 1999

Elisa Zanetti