L’altra Vanina
Il giorno dopo, al
termine della scuola, Vanina cammina da sola, assorta nei suoi pensieri, poi un
rumore la distoglie, si volta sorpresa verso la piazza e vede una vecchia auto
fuori moda arrestarsi all’imbocco del vicolo, dal finestrino scorge un volto
noto, quello del suo professore, che sembra attenderla, quando gli è vicino, si
ferma.
“Tieni, l’altra Vanina” –
le dice lui, porgendole un piccolo libro dalla copertina rossa con i ricami in
oro.
“È per me?”- gli risponde lei, esitante.
“Sicuro che è per te, però lo devi
leggere”.
“Certo – poi,
rigirandoselo tra le mani, gli chiede - È una bella storia?”
“Sì! Lei è una principessa
romana e lui è un carbonaro fuggiasco”- commenta lui.
“E si amano” – aggiunge
Vanina guardando il libro con un po’ d’invidia.
“Sì”.
“Beati loro, grazie” –
conclude lei, con un sorriso amaro, poi l’appoggia sugli altri e, fissando Daniele, aspetta ancora qualcosa
da lui prima di salutarlo, forse una domanda o una proposta e Daniele,
accortosi che la sua presenza non le è sgradita, le chiede:
“Il tuo ragazzo?”
“È a Torino”.
Allora le propone: “Vuoi che ti accompagni
in qualche posto? Per me è presto”.
Vanina lo guarda per qualche istante, incerta, poi risoluta,
gli fa sì con un cenno del capo.
“Mi rendo conto che non
sarà al meglio della sua forma, è da un anno che non la faccio lavare” – fa lui
per scusarsi, quando la ragazza è in auto.
“Ma perde benzina, non ha
paura che s’incendi?” – gli domanda preoccupata Vanina.
“Oh beh, al massimo
potrebbe bruciare per un minuto, metto solo mille lire per volta. – risponde
lui, sorridendole, poi aggiunge - Dove abiti?”
“A Bellaria”.
A Bellaria
Le case basse in costruzione scorrono ai bordi della strada immerse nel
verde della pianura, Daniele guida in silenzio, ma ogni tanto si volta a
guardarla, poi, poco prima di arrivare, le chiede: “Il tuo ragazzo che cosa
fa?”
“Dovrebbe fare il
militare, ma riesce sempre a rinviarlo” – risponde lei, sfuggendo alla domanda.
Ma lui insiste, in modo
più sfumato: “A l’aria d’essere molto ricco?”
“È il Miura che glielo fa
pensare? – risponde lei, ironica - Quello l’avrebbe anche se fosse molto
povero”.
Lui guarda la strada,
comprende che non ne vuole parlare e a bruciapelo le chiede, sicuro che
stavolta gli risponderà: “Vi sposate presto?”
Vanina è sorpresa, imbarazzata, non si aspettava che arrivasse
a tanto e ribatte, irritata: “Perché lei queste domande le fa soltanto a me? –
poi, fissando l’orizzonte, lo spazio vuoto, che le si apre davanti, come se
fosse la sua vita, gli risponde, decisa - Non ci sposeremo mai! – e
guardandolo, aggiunge - Contento?
“Sì!” – fa lui,
compiaciuto, e Vanina, abbassando gli occhi, sorride soddisfatta, poi apre il
libro di Stendhal e inizia a leggerlo.
A Bellaria, Daniele ferma l’auto in un viale alberato e le
chiede: “Non vuoi che t’accompagni fino a casa?”
“Non vado a casa”-
risponde lei, con una certa aria di mistero. Strano, per tutto il viaggio glielo
ha fatto credere, ma solo ora gli dice che non è vero, perché, cosa nasconde?
Il suo ragazzo è a Torino, quindi non è con lui che deve vedersi e allora, con
chi?
È sorpreso, ma non vuole forzarla, non otterrebbe niente lo
stesso e tutto finirebbe lì, quindi, per essere certo che Gerardo non gli abbia
mentito la notte prima, le domanda: “Ti dispiace che il tuo ragazzo è a
Torino?”
“Ma non è a Torino”- fa
lei, cogliendolo di nuovo alla sprovvista.
“E dov’è, allora?”- ormai
convinto del loro incontro.
“E chi lo sa! Infrattato
in qualche albergo qui nei dintorni con una delle sue conquiste da
cinquantamila, sono belle ragazze, sa!”- risponde lei, come se la cosa non la
riguardasse.
Dunque, non è da lui che deve andare e non sembra neppure
dispiaciuta del suo tradimento, probabilmente, non lo ama, ma Daniele ne vuole
essere certo e glielo chiede:
“E a te non importa?”
“Non mi è mai importato”-
risponde triste lei.
“Vuol dire che non sei così
innamorata”.
“Sarà così”.
“ E cosa fai, se non vai a
casa?”- torna ad insistere Daniele, deciso a scoprire perché gli ha mentito.
“Andrò a infilarmi in un
cinema”.
E lui, di fronte all’ennesima
bugia, guardando l’orologio, stavolta le fa notare: “Ma prima che aprano, ci
vorranno ancora un paio d’ore”.
“Aspetterò” – aggiunge lei,
con aria rassegnata.
Allora, finalmente comprende che ha mentito per stare con lui
e guardandola con dolcezza le chiede, come se fosse lei a fargli un favore: “
Ti dispiace se aspetto con te?”
Vanina capisce che lui ha
scoperto il trucco, ma non vuole obbligarlo a tenerle compagnia e quindi gli
risponde:
“Ma lei non ha da fare?”
E lui, fingendo di
pensarci un po’ su, le dice: “No, o sì, c’è una cosa che vorrei fare da tanto”
– e la porta al Delfinario di Rimini.
Al Delfinario di
Rimini
“Non c’eri mai
venuta?”- le chiede lui al termine dello spettacolo, vedendola sorpresa e per
la prima volta contenta.
“No!” – risponde lei.
E Daniele aggiunge.
“Dovevo arrivare io per farti scoprire le meraviglie di questa costa”.
Poi vanno dall’altra parte della vasca
per osservare i delfini ritirare il premio per la loro esibizione e lui le
chiede:
“Scommetto che so
quello che pensi”.
“Sentiamo”.
“Ti fa
pena vederli prigionieri”.
“Un
po’!”- ammette, lei.
“Io, invece,
penso che se li mettessero in mare, morirebbero subito di nostalgia per la loro
bella piscina con pranzo e cena assicurati. Non c’è che la mancanza di libertà
a darti certe ventate d’allegria” – conclude, guardandola negli occhi.
Lo spettacolo è ormai finito e poiché c’è
ancora tempo prima del cinema, lui la porta in uno di quei ristoranti lungo la
marina, affacciati sul mare.
Durante il pranzo Vanina non
ha fatto altro che spezzare stuzzicadenti, ammucchiandoli ordinatamente sulla
tovaglia, come se qualcosa la preoccupasse e temesse di fare tardi, Daniele
l’ha notato e ora, prima di andare via, gliene chiede il motivo:
“Sempre così?”
“Sempre,
miracolo che non abbia coinvolto il pane! - elusiva lei, ma poi aggiunge - Che
ore sono?”
“Le due
e venti, tra poco comincia il tuo film, – fa lui - ti va proprio di andarci?”
“Non
vado al cinema” – risponde lei, credendo che l’avesse ormai capito. Allora,
Daniele, stanco delle sue smentite, glielo domanda apertamente: “Racconti
spesso bugie?”
E
Vanina, senza più inibizioni, risponde con sincerità: “Quando è necessario e
lei?”
“Quando
è indispensabile”- per farle capire che lui l’ha capita e si comporterebbe
nello stesso modo. A questo punto, rassicurata, si decide a dirgli la verità:
“Devo prendere un treno”. Poi, stupita dal suo silenzio, gli chiede: "Non
mi domanda dove vado?”
E lui:
“No!” – sicuro che ormai si fida di lui e glielo dirà.
“Da mia
sorella, è sposata, ha due bambini, ma non ha una vita facile”.
“Dove abita?”
“A
Monterchi”.
“A
Monterchi c’è uno dei più bei dipinti del Rinascimento” – osserva Daniele.
“Lo so,
la Madonna del Parto, ma non l’ho mai vista” – gli risponde Vanina.
La campagna toscana si adagia tranquilla
all’orizzonte, appena toccata dagli spenti colori autunnali, il viaggio è
abbastanza lungo e quando arrivano a Monterchi, poco più a est di Arezzo, è già
pomeriggio inoltrato. La piccola cappella del cimitero è nascosta dai cipressi
all’ombra delle colline.
“Eccola! - dice Daniele, indicandole il dipinto - Nel
1460, la comunità contadina di Monterchi ordinò a Piero questa Madonna. Gli
autori della commissione non erano papi né principi né banchieri e può darsi
che all’inizio Piero abbia preso il lavoro un po’ sotto gamba. Malgrado questo,
ecco il miracolo di questa dolce contadina adolescente, altera come la figlia
di un re. Il silenzio della campagna attorno a lei è così compiuto.
Finora, probabilmente, si è divertita a
confidarsi con le sue bestie, le chiama per nome e ride. Poi, ad un tratto, è
tutto finito poiché attraverso i secoli, il destino ha scelto proprio la sua
purezza. Lei ne sembra compresa, ma non felice, forse, già sente oscuramente
che la vita misteriosa, che giorno per giorno cresce in lei, finirà su una
croce romana, come quella di un malfattore. E secoli dopo un grande poeta le si
rivolgerà con queste sublimi parole:
-
Vergine Madre,/ figlia del tuo figlio, / umile ed alta più che creatura. /
Termine fisso ed eterno consiglio, / tu sei colei che l’umana natura /
nobilitasti sì che il suo fattore, / non disdegnò di farsi sua fattura -.
Probabilmente,
non avrebbe neanche capito”.
Ma Vanina sì, ha afferrato il sentimento
nascosto nelle sue parole, i riferimenti a quella dolce adolescente, altera
come la figlia di un re o come una principessa romana, che già avverte
oscuramente il tormento che la sua vita futura sta per darle e gli chiede per
esserne proprio sicura: “Lei vorrebbe avere un figlio?”
“Eh!
Sembrate tutte d’accordo per farmi la stessa domanda!“– risponde lui,
rammentando ciò che gli aveva chiesto Monica qualche sera prima. Lei abbassa
gli occhi, triste, delusa, e pensa che la sua, allora, è solo gentilezza,
nient’altro, ma Daniele aggiunge - Eh, dio santo! Non ne ho più la volontà né
il coraggio né la fantasia, ho scordato troppe cose. – poi, rivolgendosi di
nuovo a lei, dice - Tu puoi dirmelo, cominci adesso – e conclude per essere
certo di non essere frainteso – C’è un momento nella vita quando due esseri si
amano in cui si desidera avere un figlio?”
Proprio due come noi, che possono amarsi,
sembra voler dire lui e Vanina, andando verso il dipinto: “Non lo so! Anche se
non è vero che comincio adesso. Due che si amano? Ecco, forse, perché
altrimenti rimane soltanto un corpo che si deforma, rimane solo il disagio, la
pena, la crudeltà della gente, che comincia ad accorgersene, senza che ci sia
più nulla da fare - e voltandosi, lo guarda, come se si aspettasse ancora qualcosa
da lui, forse l’ultima speranza e aggiunge - o quasi”.
Il tempo è volato via in fretta, l’ha
avuta accanto per ore, l’ha vista sorridere e mentire per lui, ma adesso che
tutto sta per concludersi, non sa ancora la cosa più importante, se la loro è
stata solo una giornata un po’ diversa dalle altre o l’inizio di una storia e
deve scoprirlo, prima che lei vada via.
È sera inoltrata quando giungono a
Bellaria, solo poche decine di metri separano ormai Vanina da casa, ma lei non
sembra contenta e Daniele se ne è accorto, però non vuole illudersi di essere
proprio lui la causa, ma ci spera, allora ferma l’auto in un tratto di strada
in ombra poco lontano e qualunque cosa succeda ora lo saprà, poi guardandola,
le chiede:
“Di nuovo triste?”
“No, solo un po’ delusa. Per
tutto il giorno mi sono detta che lei era diverso da tutti gli altri, ma,
imboccando questa strada, ho voluto scommettere contro me stessa e non chiedevo
che di perdere. Vedrai, mi sono detta, si fermerà proprio in questo tratto
senza lampioni”- e lo dice con amarezza perché ci sperava davvero.
Daniele la vede soffrire per lui e gli dispiace, ma questa è
la prova che andava cercando, la prova che lei non è come le altre, che lei
l’ama e non si è sbagliata, ma non può fermarsi ora, deve andare fino in fondo
e dirle tutta la verità e quindi le confessa:
“Forse ho fatto anche di
peggio, sapevo che stamani eri sola e ti ho cercata, chissà anche il libro di
Stendhal potrebbe essere frutto di calcolo”.
“Come faceva a sapere che ero sola?”- gli
domanda Vanina, sorpresa, scoprendo di essere stata anche ingannata da lui.
“Me l’hanno detto i tuoi
amici”.
“Chi?”- gli chiede, ora
allarmata.
“Spider, Leo e Marcello” – fa
lui.
“Buoni quelli! Immagino cosa
le avranno detto di me” – aggiunge lei, abbassando gli occhi e con un filo di
voce. Il suo sogno è ormai svanito e lei si sente perduta, tradita, vorrebbe
scomparire, ma non può.
Daniele la guarda scivolare via, ripiegare su se stessa, ne avverte il
tormento e ora può finalmente rivelarle l’unica ragione per cui l’ha cercata:
”Nemmeno una parola. Ma non ti ho cercata per passare una serata divertente,
queste cose, non m’interessano affatto, ma lo sconforto che hai dentro, la tua
malinconia senza rimedio, non riesco a sopportarla”.
Gli occhi le luccicano per
l’emozione, allora non si è sbagliata, l’ama, pur non sapendo niente di lei, ma
questo ora la spaventa e glielo chiede
“Ma lei non sa niente di me”.
“So quanto m’interessa sapere”- che lei lo
ama, il resto non ha importanza, poi rimette in moto e si allontanano.
La giornata è proprio alla fine, ancora pochi metri e poi si lasceranno,
ma Vanina non vuole separarsi da lui, come se nulla fosse accaduto, allora,
guardandolo, poggia la mano su la sua, Daniele capisce, ferma l’auto e le
emozioni accumulate in tutte quelle ore si sciolgono in un lungo bacio.
Quando ripartono, in fondo al viale spunta la sagoma rossa dell’auto di
Gerardo parcheggiata sotto casa e Vanina, spaventata, esclama: “Eh, fermati, e
adesso che cosa gli dico, come faccio! Scusami, ti prego, scusami” – e fugge
via.