Fairytale of New York
Era la vigilia
di Natale, bella, in cella,
un vecchio mi
disse, non ne vedrò un’altra
e poi cantò
una canzone
al fresco
delle vecchie montagne
ed
io guardai lontano
e
sognai di te.
Fino
a quel giorno fortunato
In
cui mi accorsi di provare un sentimento.
Quest’anno
è per me e per te
un
Natale tanto felice.
Ti
amo baby.
Riesco ad intravedere un tempo
migliore
in
cui tutti i nostri sogni si realizzeranno.
Essi
possiedono macchine
grandi
quanto spranghe di ferro.
Possiedono
fiumi d’oro,
ma
il vento
passa
attraverso te.
Non
c’è posto per ciò che è vecchio.
Quando
tu, per prima mi prendesti per mano
in
una fredda vigilia di Natale,
eri
affascinante,
graziosa
e,
mentre loro ballavano tutta la notte,
noi
ci baciavamo in un angolo.
Le
campane annunciavano il Natale,
io
avrei potuto essere qualcuno,
come
chiunque altro.
Ma
mi avete privato dei miei sogni,
quando
v’incontrai.
Ti
conservo con me baby
dentro
di me,
non
sognare da sola,
io
ho costruito i miei sogni su di te.
***
È
la vigilia di Natale,
l’ultima,
la
cella è fredda e lui ascolta un vecchio cantare
una
canzone piena di nostalgia per le verdi montagne della sua terra.
Il
giovane guarda lontano,
si
perde nei ricordi
e
ritorna alla sua Irlanda e ad un’altra vigilia di Natale,
quella
in cui per la prima volta sentì di amare una ragazza,
la
sua ragazza,
e
s’immaginò un tempo migliore anche per loro due.
Ne
rivede il volto grazioso, affascinante,
lei
che lo prende per mano in quella fredda vigilia di festa e,
mentre
tutti gli altri ballano,
loro,
in un angolo, a baciarsi per tutta la notte.
Il
vecchio ha ormai finito di cantare,
le
campane, intanto, annunciano il Natale
e
lui si ritrova di nuovo in quella cella buia
e
pensa a come è andata la sua esistenza,
al
prezzo che ha dovuto pagare per conservare la sua libertà e il suo amore,
l’unica
cosa preziosa che ha avuto dalla vita
e
ora, è il sogno di lei,
che
vivrà per entrambi.
OK, è tempo per sognare
Che per tanto
tempo gli yankee mi hanno colpito il cuore
Che
non c’è nient’altro che dolore
Anche
i migliori amici devono negarsi
Entrai
nel bar più vicino
Mi
sedetti e volsi lo sguardo verso il mare
Desiderai
di essere solo sulla spiaggia
Le
onde sussurravano proprio miserie
Lei
aveva una sciarpa di un rosso acceso
Avvolta
intorno al collo.
I
suoi occhi erano verdi
e
i suoi capelli neri
mi
dette il whiskey di Mekong,
mi
trasmise l’influenza di Hong Kong
mi
dette il whiskey di Mekong
mi
sollevò sulla terra verso Katmandu
Acquistai
nuovi giornali in un bordello
Per
alcuni fortunati è il mio I. D.
Il
mio cuore era a pezzi come una bandiera
Lei
mi baciò così dolcemente sulle labbra
Mi
prese la mano senza alcun rumore
Eravamo
così felici tanto
Che
come bastardo lasciai la terra.
Pogues
“Avevano
ascoltato Sayonara dei Pogues, giusto?
Alla fine era
stato lui a sciogliersi dall’abbraccio, baciarla un’ultima volta prima di
salire in bici.”
“Jack Frusciante è uscito dal
gruppo”, pag. 214, Mondadori, luglio 1996
The Sunnyside of the street
Dopo aver visto
il Carnevale a Roma
E tutte le
donne a mia disposizione
Ora tutto
quello che riesco a ricordare
Sono bimbi
piccoli senza scarpe.
Così io vidi
quel treno
E ci salii
Con il cuore
gonfio di odio
E voglia di
vomitare.
“Ora cammino
sul lato illuminato della strada”
Camminavo
sui cadaveri a Bombay
Cercai
di farne negli U.S.A.
Ma
finii oltre in Nepal
Finii
sul tetto con niente in dosso
E
sapevo che quel giorno
Sarei
stato
Proprio
dove sono ora sul lato illuminato della strada
Sono
stato in un palazzo e in prigione
Non
voglio altro che restare per sempre
proprio
dove mi trovo, sul lato illuminato della strada
Nonostante
mia madre pianse quando giurai
Che
avrei fatto della mia vita quello che sarei diventato ora
Io
so di essere migliore di allora
Sarei
rimasto proprio qui
Sul
lato illuminato della strada.
The Sunnyside Of The Street
“In quei giorni sentiva solo un misto
portentoso di felicità e inquietudine mai provato prima, Aidi gli sembrava una
fata luminosa e un’Entità imperscrutabile, e il lato luminoso della strada,
Sunnyside Of The Street, la voce di Shane sulla musica dei Pogues, era la loro
cabala preferita - non voglio altro che restare per sempre proprio dove mi
trovo, sul lato luminoso della strada - Era Shane Mac Govan, il santo poeta
punk alcolizzato che guarda dal finestrino del treno e vede gli ultimi vagoni
inseguirlo senza raggiungerlo mai.”