Fughe
 

 

 

 

 


   

     Una notte insonne, una lunga corsa in moto, per vedere le prime luci dell’alba e assaporare l’aria fresca del mare, Red ne aveva proprio bisogno. Seguiva con lo sguardo il volo dei gabbiani sulle onde e cercava di non pensare a Chiara, ai suoi silenzi, e a come stavano precipitando le cose tra loro.

     Non aveva fatto nulla per incoraggiare Sara, ma lei si stava innamorando di lui, lo sentiva da come lo guardava, da come l’ascoltava e non poteva farci niente, era successo.

     La sera Andrea l’aspettava al concerto, un po’ come la prima volta, alcuni mesi prima, quando tutto girava nel verso giusto. Ricordava ancora perfettamente com’era andata: lui se ne stava in disparte, gli sembrava di essere fuori luogo in quell’ambiente, ma Andrea aveva insistito e non se l’era sentita di dirgli di no.

     Portava i capelli un po’ più lunghi del normale e vestiva di nero, come una rockstar del passato, però non aveva niente di speciale in apparenza, tranne un certo modo di fare e di parlare, che attirava, per questo preferiva rimanersene appartato, sperando che tutto finisse al più presto.

     Ma non andò così, Andrea ci teneva a presentarlo ai suoi amici e loro, evidentemente, ne avevano già sentito parlare e chissà quali idee si erano fatte su di lui. Poi, una ragazza dai grandi occhi vellutati attirò la sua attenzione, cercò di non guardarla, ma se la trovò accanto.

     Si chiamava Sara, era un’amica di Alessia, la ragazza di Andrea, non conosceva nessuno in città e si sentiva sola, così lontana dal suo ragazzo, che viveva a Londra e dalla sua famiglia. Aveva accettato l’invito dell’amica per trascorrere una serata in compagnia e dimenticare quel velo di tristezza, che le luccicava nello sguardo.

     Lui l’aveva notato subito e, forse, era questo che gli era piaciuto in lei. Le parlava con dolcezza, come se la conoscesse da tempo, sapeva che era ciò che desiderava di più : qualcuno con cui parlare, che riusciva a capire i suoi problemi e a portarla via dai suoi timori e dalla sua solitudine.

     Da quella sera si videro spesso e ogni volta che incrociava il suo sguardo o che ascoltava la sua voce, dimenticava le incomprensioni e le difficoltà che aveva con Chiara.

     Poi arrivò il giorno in cui le cose incominciarono a precipitare. Alessia venne da lui, piangeva e gli raccontò di Andrea. Red l’ascoltava in silenzio, andando con la memoria agli ultimi mesi quando il gruppo aveva iniziato a sfasciarsi, le distanze tra loro erano cresciute al punto da diventare insormontabili e ognuno aveva cercato, alla fine, una propria via di fuga.

     Ora doveva pensare a lei e a tirare fuori dai guai l’amico. Andrea aveva preso molto da lui, ma troppo in fretta, poi le amicizie andate in malora e le difficoltà con Alessia, con lei sempre alla ricerca di sicurezze e lui che aspirava a qualcosa di più, avevano rovinato tutto. Red le si avvicinò, le prese il viso tra le mani e le disse di non preoccuparsi.

     Era scesa la notte, faceva freddo, Alfredo gli aveva detto dove trovare Vanni e lui non l’avrebbe mancato, lo vide svoltare l’angolo di via Zaccaria, si staccò dal porticato che lo nascondeva e gli mosse incontro.

 “ Dove vi vedete stasera ? “

“ Stanne fuori, non ti immischiare ! “

“ Questa volta no ! A te interessano solo i soldi, a me Andrea, possiamo metterci d’accordo, quella partita te la pago io, nessuno saprà niente e tu potrai tornare ai tuoi sporchi affari. “

“ Potrei non accettare, che ne dici ? Mi tengo tutto, così la finisci di rompere con quell’aria di superiorità. Non te ne approfittare, io ti conosco, anche meglio dei tuoi cari amici ingenui e sprovveduti. “

“ Allora, se mi conosci, sai da quale notte profonda vengo e ti conviene accettare uno scambio equo, è un affare e tu non te li lasci scappare, vero ? “

“ Va bene, dammi i soldi e prenditi quello che vuoi. “

     Red afferrò il foglio, lesse rapidamente alla luce di un fanale l’indirizzo e si diresse verso la moto parcheggiata in una viuzza laterale. Sapeva che c’era pochissimo tempo prima dell’arrivo dei caramba, sempre così prevedibili. Si diresse verso le colline, la strada era tortuosa e buia, ma lui aveva fretta, trovò il viottolo sterrato, vi si infilò e in uno slargo, dietro una macchia di lecci, vide la radura con il capannone, la festa rave era in pieno svolgimento, ne percepiva i suoni. Fermò la moto e si diresse verso la musica. 

     Era difficile individuare Andrea tra quella massa di giovani strafatti, che ballavano fino ad ammazzarsi e si tiravano su impasticcandosi di continuo, ma i suoi capelli lunghi e biondi per un attimo spuntarono tra la massa di teste, l’afferrò per le spalle e lo trascinò fuori dalla mischia. Andrea lo guardò con due occhi sbarrati, lui gli appoggiò la mano sul petto, come per rassicurarlo e lo trascinò via.

     Per strada incrociò le auto dei carabinieri, che si dirigevano verso la radura, aveva fatto appena in tempo. Quando Andrea si riprese, molte ore dopo a casa sua, Red era lì.

“ Alessia è stata da me ieri, piangeva. Ti ama, come hai potuto sciupare così ogni cosa ? “

“ Dovresti saperlo, quando tutto incomincia a girare storto, viene solo voglia di farsi del male, di distruggere quel po’ di bello e di buono che si ha intorno e farla finita al più presto”.

“ Lo so, conosco fin troppo bene la situazione, comunque ho messo a posto ogni cosa e tu ne esci pulito, immacolato, come se fosse la prima volta. Ma è la tua ultima occasione, non sciuparla, il resto ha poca importanza, credimi. “

     I primi raggi del sole spuntavano all’orizzonte, illuminavano il mare, lì guardò ancora per un istante, poi avviò la moto e si diresse verso Bologna. Pensava a Chiara, l’unico frammento di esistenza intatta, che gli rimaneva e al suo amore consumato in silenzio, che lo rendeva così infelice, ma non poteva vederla soffrire e lo sapeva.

     In città, Sara lo attendeva nel solito locale, era triste. Gli disse che aveva vinto la borsa di studio e che sarebbe partita nel pomeriggio per l’Inghilterra, ma non ne era più contenta e lo si vedeva.

“ Era quello che volevi, così hai risolto i tuoi problemi, qui non ti sei mai trovata bene. “

     Non avrebbe mai voluto dire quelle cose, ma non aveva scelta e si sentiva maledettamente a pezzi. Lei abbassò gli occhi, erano pieni di lacrime, allora Red la prese dolcemente per mano e uscirono ; non voleva che lo ricordasse così..

     La via Emilia era deserta a quell’ora, la moto sfrecciava sull’asfalto, rabbiosa, sembrava un animale ferito, braccato, poi una luce abbagliante nel buio, un volo di alcuni metri e tutto ritornò nella notte fredda e immobile.

 

1 - 5 maggio 1998

Franco D’Arco

 

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